News

Il documentario su Holmes incassa 15 milioni di dollari

You Can See Everything debutta con 15 milioni di dollari: è il secondo miglior esordio per un documentario. Al centro, Elizabeth Holmes prima del carcere.

19 ott 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Il documentario su Holmes incassa 15 milioni di dollari
Condividi

You Can See Everything, il documentario dedicato a Elizabeth Holmes, ha incassato 15 milioni di dollari nel fine settimana di debutto, sulla base delle stime della domenica. È il secondo maggiore incasso d’esordio di sempre per un film documentario. Un risultato che riporta al centro dell’attenzione una vicenda già raccontata attraverso numerosi libri e produzioni audiovisive, questa volta con un accesso diretto alla protagonista nel periodo immediatamente precedente al suo ingresso in carcere.

La distribuzione rende ancora più evidente la dimensione del debutto: il film è arrivato in 855 sale, contro le 3.575 di Street Fighter, primo al botteghino nello stesso fine settimana. Le proiezioni che hanno registrato il tutto esaurito sono state 2.000. Il documentario ha quindi trovato un pubblico consistente pur con una presenza nei cinema molto più contenuta rispetto al titolo in testa alla classifica, accompagnando gli incassi con una forte domanda di biglietti.

Il film dura quasi tre ore ed era stato presentato per la prima volta il mese precedente, durante una proiezione riservata al Telluride Film Festival. Alla risposta degli spettatori si aggiunge quella della critica: il punteggio indicato è del 99% sia su Rotten Tomatoes sia su Metacritic. La durata, impegnativa per una visione in sala, convive dunque con recensioni largamente positive e con un esordio commerciale ai vertici della storia del documentario.

You Can See Everything firma il secondo maggiore debutto di sempre per un documentario.

Al centro c’è l’ascesa e la caduta di Elizabeth Holmes: la fondazione della startup di analisi del sangue Theranos, il sostegno ottenuto da alcuni dei nomi più importanti della Silicon Valley e la successiva condanna a 11 anni di carcere per aver frodato gli investitori. È una traiettoria che attraversa tecnologia, fiducia e capitali, già esplorata da libri, podcast, serie televisive e altri documentari. Il nuovo film si inserisce quindi in un racconto ampiamente frequentato, con una prospettiva costruita sulla vicinanza alla protagonista.

I registi hanno infatti ottenuto un ampio accesso a Holmes e alla sua famiglia nel mese prima del suo ingresso in prigione. Il materiale nasce in una fase precisa della vicenda, quando alla parabola pubblica dell’imprenditrice si affianca l’imminenza della detenzione. Questo periodo offre al documentario un punto di osservazione diverso rispetto alla sola ricostruzione della storia aziendale: al centro entrano anche la persona e il suo ambiente familiare, osservati alla vigilia del carcere.

I registi hanno seguito Holmes e la sua famiglia nel mese prima del carcere.

Alla regia, insieme a Lance Oppenheim, c’è Nathan Fielder, creatore di The Rehearsal. La sua partecipazione aggiunge un elemento peculiare al progetto: un comico dall’umorismo impassibile si confronta con una protagonista enigmatica, in un incontro fra due figure descritte come altrettanto insolite e misteriose. Il mese trascorso con Holmes costituisce soltanto l’inizio di un percorso che assume caratteri sempre più surreali e metatestuali, portando dentro il racconto anche il rapporto fra chi filma e chi viene filmato.

Nello stesso panorama cinematografico, altri racconti legati al mondo tecnologico stanno ottenendo risultati più modesti. The Social Reckoning, il seguito di The Social Network firmato da Aaron Sorkin, ha esordito nel fine settimana precedente con 5,5 milioni di dollari, un risultato deludente, ed è già uscito dai primi dieci posti. L’attenzione raccolta dal documentario su Holmes potrebbe rendere ancora più difficile agli altri titoli dello stesso filone conquistare spazio nella conversazione pubblica.

Gli altri film sul mondo tecnologico registrano incassi molto più contenuti.

Il confronto comprende anche Musk, il documentario di Alex Gibney, che nel fine settimana ha incassato soltanto 306.702 dollari. Per questa produzione la durata sale a quattro ore, mentre tra i possibili ostacoli alla sua diffusione figura anche la resistenza delle piattaforme social. Sono elementi indicati come possibili freni, senza che venga quantificato il loro peso sul risultato commerciale.

Articoli Correlati