L'intelligenza artificiale non porta più l'apocalisse occupazionale: i grandi nomi della Silicon Valley ritrattano. Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic e Elon Musk, che negli ultimi anni avevano dipinto scenari di devastazione lavorativa su scala globale, stanno ora correggendo la rotta narrativa, e il tempismo non è casuale: Anthropic ha appena depositato in forma riservata la documentazione per la propria quotazione in borsa (S-1 confidenziale).
Il cambio di registro avviene mentre l'opinione pubblica americana raggiunge livelli di sfiducia verso l'intelligenza artificiale difficilmente recuperabili nel breve periodo. Un sondaggio NBC di marzo ha rilevato un indice netto di gradimento per l'AI pari a -20, terzo peggior risultato tra tutti i temi sondati, peggio persino di molti soggetti politicamente divisivi. Un sondaggio Gallup segnala che la Generazione Z esprime livelli crescenti di ansia e rabbia verso la tecnologia. In questo clima, mantenere una narrativa catastrofista significherebbe presentarsi ai mercati finanziari con un argomento commercialmente suicida.
La questione è anzitutto strategica. Altman, che in passato aveva avvertito della scomparsa di intere categorie lavorative, ha dichiarato di essere "felice di essersi sbagliato". Amodei, che aveva stimato la sparizione del 50% dei lavori entry-level nel giro di cinque anni, ha ridipinto il quadro in chiave di aumento della produttività. Musk ha paragonato il lavoro futuro al giardinaggio amatoriale — una metafora ben più rassicurante dei "fulmini sui lavori da scrivania" evocati solo settimane prima.
A sintetizzare la logica sottostante è Bob Hutchins, consulente di strategia sull'AI per aziende e organizzazioni no-profit: "Nel 2025 i CEO dell'AI parlavano a un pubblico tech che premia le grandi affermazioni, nel 2026 parlano a banchieri, investitori retail e un pubblico stanco. Il pubblico è cambiato, e il messaggio segue l'ambiente." Il punto è brutalmente commerciale: una IPO si vende con promesse di crescita, non con profezie di caos sociale.
Eric Fischgrund, fondatore e CEO di FischTank PR, agenzia che lavora con aziende tecnologiche, è più scettico sull'efficacia della virata: "È già troppo tardi per il pubblico generale", dichiara, a meno che le organizzazioni non avviino programmi concreti e trasparenti di educazione e alfabetizzazione sull'AI, formando persone comuni. Parole che suonano come un atto d'accusa verso anni di comunicazione irresponsabile.
Sul piano dei dati occupazionali, la realtà è meno drammatica di quanto le dichiarazioni dei CEO avessero lasciato intendere. Il tasso di disoccupazione generale negli Stati Uniti è salito solo marginalmente, dal 3,9% dell'aprile 2024 al 4,3%, senza evidenza di uno spiazzamento massiccio della forza lavoro. Circa la metà delle aziende che avevano citato l'AI come motivazione per tagli nel customer service ha poi pianificato nuove assunzioni negli stessi ruoli. Molte imprese hanno semplicemente riallocato budget salariali verso investimenti in AI, senza che ciò si traducesse in guadagni di produttività misurabili su larga scala.
La volatilità narrativa del settore ha lasciato tracce concrete nel tessuto sociale. I lavoratori che hanno vissuto l'ondata di licenziamenti del settore tech — decine di migliaia solo tra il 2022 e il 2023 — hanno interiorizzato i messaggi apocalittici proprio mentre perdevano il lavoro. Le aziende hanno usato la retorica dell'AI come copertura per tagli strutturali che, come ammette lo stesso Altman, sarebbero avvenuti indipendentemente dalla tecnologia.
Resta una domanda aperta che nessuna IPO potrà risolvere: quanto di questa comunicazione, in entrambe le fasi, sia stata dettata da una lettura onesta della tecnologia e quanto da esigenze di posizionamento commerciale e raccolta di capitali. La credibilità a lungo termine di un settore che ambisce a ridisegnare l'economia globale non si costruisce con messaggi calibrati sulle esigenze del momento, ma con evidenze verificabili di impatto reale sulla vita delle persone. E quelle evidenze, per ora, restano discontinue.