News Google e Canonical insieme per certificare Ubuntu
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02/06/2026

Canonical diventa fornitore ufficiale di immagini Ubuntu certificate per le TPU di Google Cloud, assumendo il supporto di milioni di carichi di lavoro AI prima gestiti direttamente da Google.

Google e Canonical insieme per certificare Ubuntu

Canonical, la società britannica produttrice della distribuzione Linux Ubuntu, ha siglato un accordo con Google per diventare il fornitore ufficiale di immagini certificate del sistema operativo per le macchine virtuali basate sui Tensor Processing Unit (TPU) di Google Cloud. L'annuncio, comunicato attraverso un comunicato congiunto firmato da Hugo Huang, direttore delle alleanze cloud pubblici di Canonical, segna un trasferimento formale della responsabilità di supporto da Google stessa a Canonical.

La portata operativa del cambiamento riguarda milioni di carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale distribuiti su Google Cloud. Fino a oggi, i clienti che utilizzavano istanze TPU v5 e v6 operavano su una versione personalizzata di Ubuntu 22.04 modificata e gestita direttamente da Google. Con questo passaggio, il controllo del ciclo di vita del sistema operativo torna a Canonical, che ne garantisce certificazione, aggiornamenti e manutenzione della sicurezza secondo i propri standard LTS (Long-Term Support).

Sul piano tecnico, le immagini certificate coprono quattro generazioni di acceleratori hardware: TPU7x, v6e, v5p e v5e, quest'ultima introdotta nel 2023. Le istanze v5 e v6 utilizzeranno Ubuntu 22.04 LTS, mentre le TPU7x monteranno Ubuntu 24.04 LTS. Entrambe le versioni sono state validate su tutte e tre le generazioni di TPU, offrendo agli sviluppatori flessibilità nella scelta in base ai requisiti dei singoli workload.

Ubuntu LTS gives enterprises the stable, secure foundation they need to move AI workloads from experimentation into production on Google's most advanced accelerator hardware.

Dal punto di vista della compatibilità, Canonical ha verificato l'integrazione con i principali framework di machine learning già presenti negli ambienti TPU: JAX, PyTorch e TensorFlow. È garantito anche il supporto per strumenti di orchestrazione e automazione come Kubernetes, nonché per i pacchetti Snap. La transizione è stata progettata per essere non disruptiva rispetto ai workload in produzione, un elemento non trascurabile per le imprese che gestiscono pipeline AI critiche.

Sul fronte della sicurezza, l'accordo prevede l'accesso futuro a Ubuntu Pro nei TPU VM, il servizio a valore aggiunto di Canonical che include live kernel patching, hardening automatizzato e copertura di sicurezza estesa per pacchetti open source. Ubuntu Pro era già disponibile su Google Cloud in altri contesti, ma la sua integrazione nelle istanze TPU non è ancora attiva: Huang ha confermato che la disponibilità generale è prevista per il terzo trimestre del 2025, con la possibilità di accesso anticipato per chi contatta direttamente i team commerciali di Canonical o Google Cloud.

This launch makes Cloud TPU as accessible as any other VM on Google Cloud — same console, same experience, backed by up to 15 years of Canonical security maintenance and support commitment.

L'impegno dichiarato di Canonical è di 15 anni di manutenzione e supporto alla sicurezza, un orizzonte temporale che supera i cinque anni standard garantiti per le versioni LTS e che si ottiene attraverso il programma Extended Security Maintenance. Per le imprese con infrastrutture AI a lungo termine, questa garanzia incide concretamente sulle decisioni di pianificazione tecnologica e sui costi di gestione del rischio operativo.

Customers wanting early access to Ubuntu Pro can reach out to Canonical sales or their Google Cloud account team directly.

La mossa consolida il posizionamento di Canonical come fornitore di riferimento per l'infrastruttura cloud enterprise, in un segmento — quello degli acceleratori per AI — dove la concorrenza tra Google, AWS e Microsoft Azure si gioca anche sulla maturità dell'ecosistema software. Resta da osservare se questo modello di esternalizzazione del supporto OS da parte dei grandi hyperscaler verso vendor specializzati diventerà uno standard, e quali implicazioni avrà per la frammentazione della responsabilità in caso di vulnerabilità critiche che attraversino sia lo strato hardware che quello software.

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