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Ecovacs riduce i dati inviati al cloud dai robot

Il piano 2026 di Ecovacs privilegia l’elaborazione locale, limita i passaggi nel cloud e rafforza cifratura e sicurezza dei robot aspirapolvere.

11 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Ecovacs riduce i dati inviati al cloud dai robot
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Ecovacs Robotics ridurrà la quantità di dati trasmessi all’esterno durante l’utilizzo dei suoi robot aspirapolvere, privilegiando quando possibile l’elaborazione attraverso la rete domestica. La misura è il fulcro del 2026 Data Security Innovation Plan, presentato l’11 agosto per aggiornare i sistemi di trattamento dei dati e le protezioni integrate nei prodotti dell’azienda.

Il piano punta ad ampliare le funzioni di sicurezza che gli utenti possono verificare e controllare direttamente mentre utilizzano un dispositivo. Ecovacs intende costruire questo nuovo livello di protezione sulle certificazioni globali e sui sistemi di gestione già adottati, rendendo più visibili e governabili alcuni passaggi che finora avvenivano soprattutto nell’infrastruttura tecnica del prodotto. L’obiettivo dichiarato è minimizzare i trasferimenti non necessari senza rinunciare alle funzionalità connesse.

In determinati ambienti d’uso, i robot daranno priorità alla gestione dei comandi attraverso la rete locale dell’abitazione. Il ricorso al cloud verrà quindi limitato ai casi in cui è effettivamente richiesto dal servizio. Le comunicazioni tra dispositivi e piattaforma remota, comprese quelle legate all’Internet of Things, saranno protette tramite cifratura. Lo stesso principio verrà applicato ai dati sensibili conservati nel cloud, che saranno gestiti in forma cifrata.

I robot Ecovacs elaboreranno più comandi direttamente nella rete domestica

L’elaborazione locale modifica il percorso seguito dalle informazioni generate nell’ambiente domestico: una parte maggiore delle istruzioni può essere gestita all’interno della casa, riducendo i passaggi verso sistemi esterni. Per gli utenti, il cambiamento si traduce in un controllo più diretto sul trattamento dei dati. Per Ecovacs, invece, richiede di coordinare hardware, software, rete e servizi remoti mantenendo operative le funzioni del robot in diversi scenari di connessione.

La strategia interviene anche prima che il prodotto raggiunga il mercato. Ecovacs ha completato l’introduzione interna e la sperimentazione di una Software Bill of Materials, o SBOM, cioè un inventario dei componenti contenuti nel software, predisponendo un sistema per crearla e mantenerla nel tempo. Questo strumento consente di ricostruire quali elementi compongono il codice e offre una base strutturata per gestire eventuali problemi di sicurezza.

Cifratura e controllo locale riducono i trasferimenti non necessari verso il cloud

Un progetto pilota di Security Development Lifecycle ha inoltre definito processi per la modellazione delle minacce, la valutazione dei rischi e la gestione delle vulnerabilità. L’azienda sta estendendo gradualmente il perimetro di queste procedure. Nel corso del 2026 prevede anche di rafforzare sicurezza e conformità normativa in relazione alle regole adottate nei diversi Paesi su cybersicurezza, intelligenza artificiale e protezione dei dati, compresi il Cyber Resilience Act e l’AI Act dell’Unione europea.

La sicurezza entra nel prodotto già dalla fase di sviluppo del software

Il piano tecnologico è accompagnato da un ampliamento dell’assistenza. Dopo l’opzione di consegna nella data preferita disponibile sul negozio ufficiale del marchio su Naver, Ecovacs ha introdotto il servizio Rocket Install di Coupang per la consegna e l’installazione professionale dei principali prodotti spediti direttamente. Il servizio integrato CareBot si appoggia inoltre a più di 90 centri di assistenza e oltre 1.000 tecnici specializzati. Sicurezza dei dati e supporto post-vendita vengono così inseriti nello stesso percorso: dalla progettazione del software alla gestione quotidiana del dispositivo nelle case degli utenti.

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