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Durst entra nei TUM Venture Labs con robotica e AI

Durst avvia una collaborazione pluriennale con TUM Venture Labs per sviluppare robotica, AI e automazione applicate alla produzione industriale.

13 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Durst entra nei TUM Venture Labs con robotica e AI
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Durst Group avvia una collaborazione pluriennale con TUM Venture Labs nei campi della robotica, dell’intelligenza artificiale e dell’automazione per la produzione industriale. Il produttore di tecnologie per la produzione digitale entra nell’ecosistema come Platinum Partner, diventando la prima realtà italiana della rete. L’iniziativa rientra nel programma per il novantesimo anniversario dell’azienda e segna un collegamento diretto tra la sede di Bressanone e il polo europeo dell’innovazione tecnologica di Monaco.

Il fulcro della collaborazione sarà il Robotics/AI Lab di Monaco, che riunisce competenze in robotica, AI, sistemi embedded e automazione industriale. Attraverso questa presenza, Durst potrà confrontarsi regolarmente con ricercatori, studenti, fondatori di startup e partner industriali. L’obiettivo è portare nel laboratorio problemi concreti legati alla produzione, creando un terreno comune fra ricerca, sviluppo imprenditoriale e applicazioni destinate agli impianti.

La partnership si inserisce nella strategia tecnologica costruita attorno a Kyveris, il sistema di produzione intelligente con cui Durst punta a collegare macchine, software, dati e intelligenza artificiale. A questa architettura si affianca AuRo-Layer, che estende l’integrazione al livello fisico della fabbrica: robotica, movimentazione dei materiali e processi progressivamente autonomi sul piano produttivo. Il risultato perseguito è una produzione più efficiente, trasparente e riproducibile, nella quale componenti digitali e operazioni materiali agiscono come parti dello stesso sistema.

Le macchine isolate lasciano spazio a una produzione connessa, capace di apprendere e autonoma

«Le macchine isolate sono il modello di ieri. La produzione sta diventando connessa, capace di apprendere e autonoma», ha dichiarato Christoph Gamper, amministratore delegato e comproprietario di Durst Group. Kyveris rappresenta il sistema attraverso cui l’azienda intende accompagnare questo passaggio. Monaco offre inoltre la possibilità di lavorare in un ambiente dove talenti e gruppi di ricerca trasformano rapidamente i risultati scientifici in prodotti, accorciando la distanza tra sperimentazione e impiego industriale.

Per Philipp Gerbert, amministratore delegato di TUM Venture Labs, robotica e AI esprimono il proprio potenziale quando incontrano sfide industriali reali. La collaborazione unisce così eccellenza tecnologica, imprenditorialità e applicazione concreta. Le aree di confronto comprendono sistemi autonomi, interazione uomo-robot, simulazione, embedded AI, physical AI e gemelli digitali, con la produzione digitale come primo ambito sul quale misurare l’efficacia delle nuove soluzioni.

Durst porta nel laboratorio sfide concrete nate direttamente dai processi industriali

Il programma prevede scambi periodici tra esperti, la definizione di specifiche sfide industriali e lo sviluppo congiunto di format dedicati all’innovazione e all’imprenditorialità. Durst metterà a disposizione casi nei quali automazione, robotica, controllo dei processi basato sull’AI e flussi di lavoro fisici convergono. Le soluzioni sviluppate non saranno pensate esclusivamente per l’industria della stampa, ma potranno trovare applicazione anche in settori adiacenti e in contesti trasversali.

Robotica e AI esprimono il proprio potenziale quando incontrano problemi produttivi reali

La base industriale di Durst comprende hardware, software, inchiostri e servizi integrati in sistemi produttivi scalabili per grafica, etichette e imballaggi, tessile, ceramica, cartone ondulato e segmenti specializzati. Su questa esperienza si innesta ora un modello di innovazione che porta allo stesso tavolo industria, ricerca, startup e talenti. Secondo Gamper, la trasformazione della produzione attraverso robotica e AI è già definita nella direzione; resta aperta la velocità con cui avverrà. Per Durst, i suoi 90 anni di ingegneria meccanica diventano così la base per progettare direttamente il passaggio successivo.

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