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Comma.ai finisce sotto indagine dopo 2 incidenti mortali

La tecnologia di assistenza alla guida di Comma.ai è sotto indagine federale dopo cinque incidenti segnalati: due sono stati mortali e tre persone hanno perso la vita.

23 set 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Comma.ai finisce sotto indagine dopo 2 incidenti mortali
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Comma.ai è al centro di un’indagine federale negli Stati Uniti dopo cinque incidenti segnalati che coinvolgono i suoi dispositivi di assistenza alla guida installabili su auto già in circolazione. Due incidenti hanno provocato la morte di tre persone. Al centro degli accertamenti c’è una tecnologia che permette di guidare senza tenere le mani sul volante, ma richiede al conducente di essere sempre pronto a riprendere il controllo del veicolo.

L’Office of Defects Investigation, l’ufficio della National Highway Traffic Safety Administration che esamina i possibili difetti dei veicoli, ha indicato un elemento comune nelle segnalazioni: i dispositivi Comma non avrebbero rilevato, o non avrebbero reagito a, veicoli lenti o fermi nella stessa corsia. In quattro degli incidenti risultano ferite fino a 11 persone, alcune in modo grave. L’indagine riguarda quindi una situazione concreta di traffico, nella quale la capacità del sistema di riconoscere ciò che precede l’auto è decisiva.

Fondata nel 2015 da George Hotz, la startup vende dispositivi che possono essere montati su diversi modelli di auto moderne. Il software dell’azienda, openpilot, interviene sui sistemi di regolazione automatica della velocità e di mantenimento del centro della corsia già presenti nel veicolo. Sul proprio sito Comma.ai descrive le funzioni come simili a quelle offerte da Tesla Autopilot e GM Super Cruise, presentando il prodotto come un modo per rendere la guida più rilassata.

Cinque incidenti segnalati coinvolgono i dispositivi Comma; due sono stati mortali.

Secondo la descrizione dell’azienda, openpilot può sterzare, accelerare e frenare automaticamente in relazione agli altri veicoli presenti nella corsia. Comma.ai precisa però che il conducente deve poter riprendere immediatamente il controllo, premendo un pedale o il pulsante di disattivazione. Il dispositivo include anche un sistema di monitoraggio del conducente tramite telecamera, pensato per individuare segnali di distrazione o sonnolenza. Sono caratteristiche centrali per valutare come il prodotto viene usato durante la guida quotidiana.

Un punto degli accertamenti riguarda le versioni modificate del software. Secondo l’ufficio investigativo, alcuni degli incidenti, compreso almeno uno dei due mortali, potrebbero aver coinvolto fork di openpilot: varianti sviluppate da terzi a partire dal programma originale. La distinzione è concreta per chi esamina i casi, perché il dispositivo fisico e il software effettivamente in esecuzione possono provenire da soggetti diversi. L’ufficio ha indicato un possibile coinvolgimento di queste varianti, senza attribuire loro una causa degli incidenti.

L’indagine esamina le risposte del sistema ai veicoli lenti o fermi nella corsia.

Uno degli schianti mortali sembra risalire a febbraio 2026, nell’Ascension Parish, in Louisiana. Una Toyota RAV4 del 2022 su cui era in uso FrogPilot, una versione di openpilot sviluppata da terzi, ha colpito un veicolo di primo intervento fermo. La polizia statale della Louisiana ha diffuso i dettagli di un incidente che sembrano corrispondere alla segnalazione presente nella banca dati federale: nel suo resoconto, i due passeggeri seduti sul sedile posteriore della Toyota sono morti.

Il caso della Louisiana concentra due aspetti dell’indagine: la presenza di un veicolo fermo nella corsia e l’uso di FrogPilot al momento dello schianto. Per l’altro incidente mortale, il materiale reso noto non fornisce dettagli analoghi. Anche per le persone ferite, il dato disponibile riguarda il totale registrato in quattro incidenti, senza una ripartizione per ciascun episodio. Gli investigatori dovranno ricostruire il comportamento dei sistemi nei singoli casi, tenendo conto delle configurazioni utilizzate.

Almeno uno degli incidenti mortali potrebbe aver coinvolto una versione modificata di openpilot.

George Hotz, fondatore della società, si era allontanato dalla gestione quotidiana di Comma.ai nel 2022. Né l’azienda né Hotz hanno fornito nell’immediato un commento. L’indagine mette ora sotto esame una proposta particolare nel settore dell’assistenza alla guida: aggiungere funzioni avanzate a vetture già esistenti attraverso un dispositivo installato successivamente, con un software che può circolare anche in versioni modificate da terzi.

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