Caterpillar vuole trasferire nei cantieri l’esperienza accumulata in decenni di automazione mineraria, affrontando uno dei principali ostacoli all’adozione dell’intelligenza artificiale: integrare la tecnologia nelle attività quotidiane. Il gruppo dispone di circa 1,6 milioni di asset connessi nel mondo e di oltre 16 petabyte di dati strutturati, una base proprietaria che alimenta strumenti destinati a tecnici, operatori e dipendenti.
Il percorso verso l’autonomia è iniziato nelle miniere, dove la carenza di personale e le condizioni di lavoro pericolose rendono l’automazione particolarmente utile. L’offerta comprende camion da trasporto automatizzati, perforatrici, pale sotterranee, bulldozer e mezzi da costruzione controllabili da remoto. A questi si aggiungono centri di comando software, sistemi di gestione delle flotte e strumenti di analisi remota del terreno, riuniti in un ecosistema di macchine autonome e servizi digitali.
Secondo la chief technology officer Jaime Mineart, le competenze sviluppate nel settore minerario possono ora essere portate in ambienti più dinamici, come cave, cantieri e siti di costruzione. In questi contesti le condizioni cambiano rapidamente e l’automazione deve convivere con persone, mezzi e processi già esistenti. Il passaggio, quindi, non consiste semplicemente nell’installare una macchina intelligente, ma nel ridisegnare l’organizzazione del lavoro attorno alla physical AI.
Un’applicazione concreta è il Cat AI Assistant, utilizzato da clienti, operatori e tecnici sul campo. Attraverso comandi vocali, chi si trova accanto a una macchina può recuperare procedure di riparazione, esaminare possibili guasti e individuare i componenti necessari prima di iniziare l’intervento. L’assistente attinge ai dati proprietari generati dai mezzi connessi, trasformando documentazione tecnica e informazioni operative in indicazioni accessibili direttamente sul luogo di lavoro.
L’intelligenza artificiale entra anche nei processi industriali interni. Caterpillar la impiega in software capaci di scansionare i siti e generare gemelli digitali degli impianti produttivi, utilizzati per analizzare le operazioni. Sul fronte dello sviluppo, gli agenti AI aiutano a modernizzare il codice legacy, generare e collaudare nuovo software e individuare prima i difetti. L’approccio combina così applicazioni sul campo, simulazione digitale e trasformazione delle attività aziendali.
La parte più complessa resta l’inserimento della tecnologia nei flussi di lavoro dei clienti. Caterpillar coinvolge operatori esperti nell’addestramento dei sistemi, trasferendo nell’AI conoscenze operative costruite nel corso di decenni. Con l’aumento dell’autonomia, alcuni addetti potranno passare dalla guida di una singola macchina alla supervisione di più mezzi da un centro di comando remoto. Per accompagnare questa transizione, l’azienda prevede di investire 100 milioni di dollari nei prossimi cinque anni per formare i suoi 118.000 dipendenti su AI, autonomia e robotica.
La strategia industriale si intreccia con la crescita dell’infrastruttura necessaria all’AI. Nel secondo trimestre i ricavi di Caterpillar hanno raggiunto il massimo storico di 20,5 miliardi di dollari, sostenuti anche dalla domanda di apparecchiature per la generazione elettrica destinate ai data center. Le vendite della divisione sono aumentate del 72%, arrivando a 3,10 miliardi di dollari. Il gruppo opera così su entrambi i lati della trasformazione: fornisce energia all’espansione del cloud e applica l’automazione maturata nelle miniere ai nuovi cantieri intelligenti.