Block supera le attese nel terzo trimestre 2026 e alza le previsioni annuali, innescando un rialzo che coinvolge anche altri titoli fintech. Le azioni hanno raggiunto 88,08 dollari nel pomeriggio, con un guadagno del 16%, dopo i risultati diffusi a mercati chiusi il 3 novembre. Gli acquisti hanno accompagnato anche la comunicazione di un accordo preliminare con il Dipartimento di Giustizia statunitense, ancora in attesa di essere finalizzato.
I conti mostrano una crescita della redditività superiore a quella del margine lordo. Quest’ultimo è aumentato del 22%, a 3,24 miliardi di dollari, mentre il risultato operativo rettificato è salito del 92%, a 923 milioni. L’utile rettificato per azione ha raggiunto 1,13 dollari, contro un consenso di 1,03 dollari. Il dato per azione diluita calcolato secondo i principi GAAP è stato invece di 0,92 dollari, includendo 434,97 milioni di oneri, prevalentemente legali, e una plusvalenza da rivalutazione di 229,71 milioni sull’investimento in attività digitali.
La società ha portato la previsione di utile rettificato per azione per il 2026 da 4,02 a 4,15 dollari. Per il 2027, le indicazioni preliminari prevedono un margine lordo di almeno 14,52 miliardi di dollari, in crescita di almeno il 15%, e un margine operativo rettificato del 32%. La prospettiva delineata dal management combina quindi un’ulteriore espansione dell’attività con una maggiore redditività operativa, dopo il forte incremento già registrato nel trimestre.
Sul fronte giudiziario, Block ha comunicato il 3 novembre un’intesa di principio che prevede il pagamento di 764 milioni di dollari per risolvere le contestazioni relative al Bank Secrecy Act. Le accuse verrebbero sospese per tre anni, a condizione che l’azienda rispetti i termini concordati. La società ha precisato che il raggiungimento di un accordo definitivo non è assicurato. La reazione del titolo mostra che, nella seduta, gli investitori hanno comunque premiato soprattutto risultati e nuove previsioni.
A sostenere l’attività sono i due ecosistemi collegati di Square e Cash App. Il volume lordo dei pagamenti di Square è cresciuto del 14%, mentre Cash App ha raggiunto a settembre 60 milioni di utenti attivi mensili che effettuano transazioni. Square offre hardware e software per i punti vendita; Cash App riunisce pagamenti, prestiti Borrow, finanziamenti rateali Afterpay e una carta. A collegare commercianti e consumatori contribuisce Neighborhoods, che permette agli utenti dell’app di scoprire e seguire gli esercenti locali di Square.
Il rialzo si è esteso a SoFi Technologies, salita del 4% a 17,52 dollari, e a PayPal, in progresso del 4% a 60,43 dollari. Per PayPal, il volume totale dei pagamenti è cresciuto del 6% nel trimestre; il 27 ottobre la società aveva anche alzato le stime sull’utile per azione non-GAAP del 2026. Nella stessa data, SoFi aveva annunciato erogazioni record di prestiti per 16,93 miliardi e rivisto al rialzo le proprie previsioni annuali.
La prossima estensione del modello di Block passa anche da BuilderLab, gli strumenti di intelligenza artificiale destinati ad altre aziende. Il management si attende i primi ricavi dall’AI nel quarto trimestre 2026 e ha chiarito che le indicazioni per il 2027 non dipendono da nuove iniziative come BuilderLab. Durante la conference call, Jack Dorsey ha descritto la trasformazione dell’azienda: dalla creazione di prodotti finanziari tradizionali all’erogazione di intelligenza quando le persone ne hanno bisogno.
L’espansione del credito dentro Cash App introduce un’altra variabile nei conti. Le erogazioni sono aumentate del 40%, raggiungendo 19 miliardi di dollari, mentre il management ha segnalato confronti annuali più impegnativi nei prossimi periodi. Le perdite su transazioni, prestiti e crediti verso i consumatori sono cresciute del 66% su base annua. La qualità del credito accompagna così la crescita dei volumi tra gli elementi da osservare per valutare l’evoluzione della redditività.