AppLovin ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per 1,9 miliardi di dollari, di cui quasi 1,3 miliardi registrati come utile netto. Tanto il fatturato quanto la redditività sono aumentati di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri robusti, che però non sono bastati a soddisfare il mercato: dopo la comunicazione dei risultati trimestrali, la reazione degli investitori è stata nettamente negativa.
Le azioni della società hanno infatti perso oltre il 20% nelle contrattazioni successive alla chiusura. A pesare sono stati risultati inferiori alle indicazioni fornite dalla stessa AppLovin e, soprattutto, l’espansione giudicata ancora lenta del business delle consumer ads, reso disponibile in via generale agli inserzionisti a giugno. Il divario tra crescita finanziaria e aspettative del mercato mette sotto pressione una strategia che richiede tempi più lunghi dei consueti cicli trimestrali.
Il cofondatore e amministratore delegato Adam Foroughi ha ribadito che l’attività pubblicitaria rivolta ai marchi consumer si trova ancora in una fase iniziale. Si tratta dell’evoluzione della precedente beta dedicata agli annunci ecommerce, conclusa circa un anno e mezzo fa. Il primo obiettivo non sono né i grandi marchi globali né la lunga coda delle piccole attività locali, ma aziende ecommerce e consumer di fascia intermedia.
Questi inserzionisti, ha spiegato Foroughi, programmano normalmente i propri budget con un anticipo compreso tra uno e quattro trimestri. La maggior parte della spesa continua inoltre a essere assorbita da ricerca e social media. AppLovin viene quindi considerata un nuovo contenitore di investimento, inizialmente destinato ai test: per trasformarsi in una voce stabile del media mix deve dimostrare risultati e conquistare progressivamente budget già assegnati ad altri canali.
La società non ha ancora sostenuto la piattaforma con una grande campagna di marketing, nonostante l’uscita dalla beta e il ritorno del marchio da Axon ad AppLovin. In questa fase privilegia un’acquisizione selettiva dei clienti rispetto alla massima diffusione possibile. Alla domanda dell’analista di Bank of America Omar Dessouky su quando la piattaforma potrà attirare inserzionisti su una scala paragonabile a Meta e Google, Foroughi ha risposto invitando a non attendersi risultati immediati.
La priorità è lavorare con un insieme limitato di operatori ritenuti adatti, prima di aprire la piattaforma a decine di migliaia di inserzionisti più piccoli. Foroughi ha richiamato i lunghi percorsi compiuti dai leader del settore: Google avrebbe impiegato due decenni per affermarsi nella ricerca e nella pubblicità online, mentre Facebook avrebbe richiesto più di dieci anni nel social advertising. La stessa AppLovin ha lavorato per circa quindici anni prima di raggiungere una posizione di scala nella monetizzazione dei giochi mobile.
Per rafforzare la nuova offerta, AppLovin sta collaborando con piattaforme di analisi ecommerce già utilizzate dai marchi che potrebbero diventare i primi clienti del servizio. Tra gli esempi citati figura Triple Whale. La progressione prevista resta graduale: dopo l’attuale concentrazione sulla pubblicità nei giochi mobile, il primo passaggio dovrebbe riguardare le applicazioni non gaming, seguito dall’open web.
La televisione connessa rappresenta una possibilità successiva. AppLovin ha acquisito la piattaforma pubblicitaria per lo streaming TV Wurl nel 2022, ma Foroughi ha chiarito che la CTV non costituisce ancora la prossima direttrice operativa. Un video pubblicitario capace di generare vendite nelle app potrebbe adattarsi bene anche alla televisione, ma l’espansione dipenderà dalla disponibilità di budget e dall’esecuzione delle tappe precedenti. Per ora, la società chiede al mercato pazienza: la crescita trimestrale è già visibile, quella del nuovo ecosistema pubblicitario richiederà più tempo.