News Apple blocca le app russe, Mosca spinge Android
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29/06/2026

Apple ha reso indisponibili VKontakte e Max su iPhone in Russia. Il Cremlino risponde invitando gli utenti a passare ad Android.

Apple blocca le app russe, Mosca spinge Android

La tensione tra Apple e la Russia si è spostata dentro lo smartphone. Dopo anni in cui Mosca ha chiesto con insistenza la rimozione di app dall’App Store, ora è il governo russo a contestare il blocco di applicazioni considerate centrali per il proprio ecosistema digitale. Nel mirino ci sono VKontakte, piattaforma sociale del gruppo VK, e Max, app di messaggistica promossa dalle autorità russe.

Il dato che fotografa il rapporto sbilanciato tra Mosca e lo store di Apple arriva dal 2025 App Store Transparency Report: nel 2025 la Russia ha chiesto ad Apple di rimuovere 1.213 app, risultando di gran lunga il Paese più attivo in questa categoria. Molte delle richieste riguardavano applicazioni VPN, strumenti usati per aggirare la censura online. Il confronto rende la scala del fenomeno più chiara: il secondo Paese indicato nel report, il Vietnam, si è fermato a 335 app.

Il paradosso è che la stessa Russia, impegnata a costruire un perimetro digitale interno sempre più controllato, si trova ora a subire la rimozione di servizi che considera strategici. Max è stata bloccata nella prima settimana di giugno, mentre VKontakte è diventata indisponibile il 25 giugno. Le installazioni già presenti sui dispositivi continuano a funzionare, ma Apple ha disattivato le notifiche push, riducendo in modo significativo l’utilità quotidiana delle app per chi usa un iPhone.

La guerra degli app store entra nel perimetro digitale russo

La reazione ufficiale è arrivata dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha chiesto una spiegazione ad Apple per la rimozione delle app di VK. Il caso tocca un punto sensibile: VKontakte non è solo una piattaforma sociale, ma uno dei pilastri dell’Internet russo, spesso descritto come l’equivalente locale di Facebook. Max, invece, è presentata come software di comunicazione sostenuto dallo Stato, dentro un contesto in cui le autorità puntano a consolidare servizi nazionali e infrastrutture più facilmente governabili.

Anche VK Group, sviluppatore di VKontakte e dei servizi collegati, ha contestato la decisione. L’azienda ha dichiarato che Apple avrebbe rimosso le app senza preavviso né spiegazione, sostenendo che VK non è mai stata oggetto di sanzioni né inserita in liste sanzionatorie. Il gruppo ha inoltre affermato che Apple disponeva da tempo di pareri legali internazionali e statunitensi sulla posizione della società, definendo le misure verso gli utenti russi ingiustificate e inaccettabili.

Senza notifiche push, le app restano installate ma perdono centralità

La risposta operativa di VK Group mostra però anche la direzione del mercato. L’azienda ha sottolineato che le app per Android restano pienamente funzionanti, con aggiornamenti, notifiche e altre funzionalità disponibili attraverso RuStore, Google Play, Huawei AppGallery, Samsung Store, Xiaomi Store e i siti ufficiali dei prodotti. In pratica, il blocco su iPhone viene trasformato in un argomento per spingere gli utenti verso un ecosistema meno dipendente dalle decisioni di Apple.

È la stessa linea suggerita da Peskov, che ha messo in dubbio l’affidabilità di Apple come fornitore commerciale e ha definito le sue decisioni, per usare una formula diplomatica, bizzarre. Dietro la critica c’è un limite evidente: il governo russo può protestare, ma ha margini ridotti per imporre ad Apple una scelta diversa. Da qui l’appello diretto agli utenti: passare ad Android, ai sistemi russi e ai servizi equivalenti, continuando a usare le applicazioni considerate familiari.

Mosca spinge Android per ridurre la dipendenza da Apple

Per imprese e cittadini russi, il caso conferma che la piattaforma mobile è ormai anche un’infrastruttura politica. La disponibilità di un’app, le notifiche, gli aggiornamenti e gli store alternativi diventano leve di accesso ai servizi digitali. La spinta verso Android non è soltanto una raccomandazione tecnica: è il tentativo di ridurre la dipendenza da un gatekeeper straniero proprio mentre l’ecosistema digitale russo cerca di chiudersi e consolidarsi attorno a canali nazionali.

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