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Anthropic vince in tribunale contro la blacklist del Pentagono

Un giudice federale ha dichiarato illegittima la blacklist imposta ad Anthropic dopo il rifiuto di eliminare i limiti all’uso militare dei suoi modelli.

28 ago 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Anthropic vince in tribunale contro la blacklist del Pentagono
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Un giudice federale della California ha stabilito che il Pentagono ha agito in modo incostituzionale inserendo Anthropic nella propria blacklist. La decisione chiude a favore del laboratorio di intelligenza artificiale una battaglia durata mesi con l’amministrazione Trump, nata dal rifiuto dell’azienda di eliminare alcuni limiti all’impiego militare dei suoi sistemi. Per il tribunale, le misure adottate non erano sostenute da una valida giustificazione di sicurezza nazionale.

La causa, depositata a marzo presso un tribunale distrettuale della California, accusava l’amministrazione di avere punito Anthropic per le sue posizioni pubbliche. La giudice Rita F. Lin, del distretto settentrionale dello Stato, ha definito il provvedimento una ritorsione illegittima in violazione del Primo Emendamento. Nella sentenza ha inoltre chiarito che un generico richiamo alla sicurezza nazionale non può trasformarsi in uno strumento per colpire chi critica le scelte contrattuali del governo.

Al centro della controversia c’era la decisione del segretario alla Difesa Pete Hegseth di classificare Anthropic come un rischio per la catena di approvvigionamento, categoria normalmente riservata alle minacce per la sicurezza nazionale. Lin ha giudicato quella scelta arbitraria e capricciosa. Il Dipartimento della Difesa resta libero di selezionare il fornitore di AI che preferisce, ha osservato la giudice, ma le ampie restrizioni applicate ad Anthropic sono risultate illegali e prive di fondamento.

La sicurezza nazionale non è un lasciapassare per punire i critici del governo

Lo scontro era cominciato durante l’inverno, quando Hegseth aveva deciso di rinegoziare i contratti in essere con i laboratori di AI. Le nuove condizioni avrebbero consentito al Pentagono di utilizzare la tecnologia per qualsiasi uso lecito, ampliando sensibilmente la sua libertà operativa. La maggior parte delle aziende aveva accettato i nuovi termini, mentre Anthropic aveva mantenuto due limiti: nessun impiego per la sorveglianza di massa degli americani e nessun utilizzo in armi capaci di uccidere senza supervisione umana.

Il rifiuto aveva innescato un confronto sempre più duro, tra pressioni crescenti, dichiarazioni ostili di funzionari della Difesa e un ultimatum dell’amministrazione. Meno di 24 ore prima della scadenza, l’amministratore delegato Dario Amodei aveva ribadito che la società non avrebbe modificato la propria posizione. Anthropic, spiegava Amodei, non aveva contestato singole operazioni militari né cercato di limitare caso per caso l’uso dei propri modelli, ma riteneva che in un ristretto insieme di circostanze l’AI potesse indebolire i valori democratici invece di difenderli.

Anthropic ha difeso i propri limiti sull’uso militare dell’intelligenza artificiale

Dopo quella presa di posizione, il Pentagono aveva formalizzato la classificazione e avviato la sostituzione del ruolo di Anthropic all’interno del Dipartimento della Difesa. L’amministrazione aveva firmato accordi con sette laboratori di AI, tra cui Google, Microsoft, OpenAI e SpaceX. Il confronto si era così spostato dal terreno delle condizioni d’uso dei modelli a quello dell’accesso ai contratti pubblici e della possibilità per un fornitore di mantenere vincoli propri nelle applicazioni militari.

Anthropic aveva reagito con l’azione legale. Già a marzo Lin aveva temporaneamente bloccato la blacklist, osservando che i documenti governativi collegavano la designazione al modo ostile con cui l’azienda si sarebbe espressa attraverso la stampa. Punire la società per avere esposto al pubblico la posizione contrattuale del governo, aveva scritto la giudice, rappresentava una classica forma di ritorsione illegale legata alla libertà di espressione.

Il Pentagono può scegliere i fornitori, ma non imporre misure illegali

Dopo la nuova pronuncia, la portavoce Danielle Ghiglieri ha accolto favorevolmente il riconoscimento dell’illegittimità della designazione. Anthropic, ha aggiunto, intende continuare a collaborare in modo produttivo con il governo per utilizzare l’AI a sostegno della sicurezza nazionale. La sentenza lascia al Pentagono la scelta dei propri fornitori, ma fissa un limite alle misure punitive adottate contro un’impresa quando il contrasto nasce dalle sue posizioni pubbliche e dai confini posti all’uso della tecnologia.

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