Anthropic, il laboratorio di intelligenza artificiale fondato da Dario Amodei, ha annunciato giovedì un nuovo round di finanziamento da 65 miliardi di dollari, raggiungendo una valutazione di 965 miliardi di dollari e superando il rivale OpenAI nel ranking delle startup di IA più capitalizzate al mondo. Contestualmente, la società ha rilasciato il modello Claude Opus 4.8.
Il salto di valutazione è straordinario anche solo in termini relativi: a febbraio Anthropic valeva 380 miliardi di dollari. In meno di sei mesi, la capitalizzazione implicita è quasi triplicata, portando la società a un passo dalla soglia simbolica del trilione. OpenAI, che a marzo aveva raccolto capitali a una valutazione di 852 miliardi di dollari, scivola al secondo posto in questa classifica non ufficiale ma politicamente rilevante nella corsa all'egemonia nell'IA generativa.
Secondo quanto dichiarato dalla società, i nuovi capitali serviranno principalmente ad "espandere la capacità computazionale per soddisfare la domanda crescente di Claude", oltre ad altri investimenti non dettagliati. La dipendenza dall'infrastruttura di calcolo — chip, data center, energia — resta il principale collo di bottiglia per tutti i player del settore, e chi riesce ad assicurarsi risorse computazionali oggi costruisce barriere all'entrata difficili da scalare per i concorrenti.
Sul fronte del prodotto, Claude Opus 4.8 viene presentato dalla stessa azienda come un "miglioramento modesto ma tangibile" rispetto alla versione precedente, con progressi nelle capacità di programmazione, ragionamento e conoscenza generale. La principale novità commerciale è l'"effort control", uno strumento che consente agli sviluppatori di regolare quanta potenza di calcolo il modello dedica a ciascuna risposta — una funzione pensata esplicitamente per contenere i costi, in un momento in cui molte aziende stanno razionalizzando la spesa in IA. La modalità rapida del nuovo modello è tre volte meno costosa rispetto alle versioni precedenti.
La mossa rivela una pressione crescente dal lato della domanda: i clienti enterprise chiedono non solo capacità, ma prevedibilità dei costi. Il mercato degli strumenti di coding basati su IA — dove Anthropic compete con Claude Code contro GitHub Copilot di Microsoft e i prodotti di Google — è uno dei segmenti più contesi, con margini che si erodono rapidamente man mano che i modelli si diffondono.
Resta invece in attesa il modello Mythos, trattenuto per ragioni di sicurezza informatica dopo che ad aprile Anthropic aveva segnalato capacità eccezionali nell'individuare vulnerabilità nei sistemi. La società ha dichiarato di star lavorando con organizzazioni selezionate per sviluppare salvaguardie adeguate, promettendo di rendere disponibile Mythos "nelle prossime settimane". Opus 4.8 viene esplicitamente descritto come un modello "più debole" di Mythos e "sostanzialmente indietro" sul fronte delle capacità cyber.
Un dato tecnico merita attenzione critica: nei test condotti, Opus 4.8 può essere indotto a dichiarare di essere umano nel 3% dei casi, mentre Mythos risulterebbe immune a questa manipolazione. In un contesto regolatorio europeo in cui l'AI Act impone obblighi di trasparenza sull'identità dei sistemi automatizzati, questa percentuale non è trascurabile per i clienti istituzionali.
La prospettiva di quotazione in borsa — evocata per entrambi i leader del settore — pone interrogativi sulla sostenibilità di valutazioni così elevate in assenza di dati pubblici su fatturato e redditività. La corsa al capitale, ai modelli e alla quota di mercato tra Anthropic e OpenAI assomiglia sempre più a una gara in cui il ritmo della spesa supera quello dei ricavi: una dinamica che i mercati pubblici, a differenza del venture capital, tendono a sanzionare con meno indulgenza.