Anthropic ha presentato il 2 settembre «Building Commerce Agents with Claude», una raccolta di schemi software, meccanismi di controllo e implementazioni per costruire agenti di intelligenza artificiale destinati al commercio. Il kit copre sia l'assistenza agli acquisti sia il lavoro dietro le quinte dei negozi online. Per i rivenditori che utilizzano i suoi agenti, senza identificarli, l'azienda dichiara un aumento del 35% del valore degli ordini e un miglioramento del 60% del tasso di conversione: risultati che restano attribuiti alle implementazioni citate, senza costituire una garanzia per ogni esercente.
Il lancio si inserisce in un cambiamento delle abitudini di ricerca dei prodotti. Un sondaggio commissionato ad agosto da Bain & Company, partner di Anthropic, su 1.105 consumatori statunitensi indica che il 24% degli acquirenti online intende iniziare lo shopping natalizio del 2026 su piattaforme AI come Claude, Google Gemini e ChatGPT, contro il 17% del 2025. Circa il 60% degli intervistati prevede invece di partire dai siti di rivenditori o marchi, rispetto al 51% dell'anno precedente. Sono intenzioni dichiarate: gli assistenti esterni e i siti dei negozi possono entrare nello stesso percorso d'acquisto.
Il primo modello proposto da Anthropic è un agente rivolto al consumatore, integrato nel sito o nell'app del negozio e collegato al catalogo, al checkout e agli altri servizi. Nell'esempio illustrato, una cliente cerca tenda, sacco a pelo e fornello per un fine settimana con due bambini. L'assistente seleziona articoli compatibili, li confronta e li aggiunge al carrello, tenendo conto delle preferenze e degli ordini precedenti. Dopo la vendita, lo stesso agente può rispondere a domande su consegne, resi, cambi e rimborsi.
Il secondo modello riguarda un agente per la gestione del negozio, connesso ai sistemi interni. Un responsabile ecommerce potrebbe chiedergli quali prodotti scontare per smaltire le scorte più vecchie e liberare liquidità. L'assistente potrebbe analizzare le giacenze e la velocità delle vendite, suggerire modifiche ai prezzi e preparare campagne di marketing. I meccanismi di controllo previsti richiederebbero però l'approvazione umana prima di applicare cambiamenti significativi. Funzioni analoghe esistono già in alcune piattaforme: il progetto punta a rendere più semplice costruire implementazioni personalizzate.
La competizione si sposta così anche sull'interfaccia attraverso cui il cliente sceglie. Con la SEO, gli esercenti cercano visibilità nei risultati dei motori di ricerca; la generative engine optimization persegue un obiettivo simile nelle risposte dell'AI. Gli agenti aggiungono un passaggio: possono accompagnare la selezione e la transazione. Un consumatore potrebbe chiedere consiglio a un assistente esterno, visitare il negozio e proseguire con l'agente del rivenditore, oppure usare direttamente quest'ultimo al posto della ricerca e dei menu.
Nel modello centrato sulle piattaforme esterne, l'assistente trova prodotti di più venditori e aiuta a completare l'acquisto. OpenAI ha introdotto nel 2025 Instant Checkout con Stripe e l'Agentic Commerce Protocol, consentendo gli acquisti supportati senza uscire da ChatGPT. Google segue una direzione analoga con l'Universal Commerce Protocol, sviluppato insieme a Shopify, Etsy, Wayfair, Target, Walmart e altri operatori. Il protocollo collega le esperienze AI alle infrastrutture commerciali e di pagamento già utilizzate dagli esercenti.
Il secondo modello mantiene il rivenditore più vicino al centro della relazione. Il kit di Claude gli permette di offrire una ricerca conversazionale dei prodotti conservando catalogo, checkout, rapporto con il cliente ed esperienza del marchio. I due percorsi possono convivere, ma distribuiscono diversamente il controllo dell'interazione: da una parte una piattaforma che accompagna il consumatore tra più venditori, dall'altra un assistente che opera dentro l'ambiente del singolo negozio.
La corsa allo shopping AI riguarda quindi anche chi mantiene il contatto diretto con l'acquirente. Per gli esercenti, conoscere i clienti, conservare dati di prima parte e mantenere canali come email, programmi fedeltà ed esperienze sul sito può offrire una posizione più solida in entrambi i modelli. L'accesso al negozio potrà passare da un assistente esterno o da quello proprietario; la continuità della relazione resta una delle risorse su cui costruire l'esperienza commerciale.