Nel primo trimestre del 2026, Anthropic supera OpenAI per quota di fatturato nel mercato globale dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), attestandosi al 31,4% contro il 29% del rivale, secondo i dati di Counterpoint Research. Il paradosso è che lo fa con appena 134 milioni di utenti mensili, a fronte dei circa 900 milioni di OpenAI, estraendo un valore economico per utente enormemente superiore a quello di qualsiasi altro operatore del settore.
Il dato che meglio sintetizza la struttura del mercato è il ricavo medio mensile per utente attivo: 16,20 dollari per Anthropic, contro 5 dollari di Microsoft, 2,20 dollari di OpenAI e appena 1,10 dollari di Google. Non si tratta del prezzo di un abbonamento, bensì di una media distribuita sull'intera base utenti, ma l'indicatore rivela con chiarezza dove si concentra la redditività effettiva del settore. Counterpoint sottolinea che la società ha "conquistato con successo il segmento professionale premium", un posizionamento che trasforma gli LLM da strumento di massa a servizio ad alto valore aggiunto.
Lo iato tra popolarità e monetizzazione è ancora più evidente guardando a Meta. Con circa un miliardo di utenti — la base più ampia del settore — la società registra un ricavo per utente di appena 0,10 dollari al mese, il valore più basso tra i principali operatori censiti da Counterpoint. Nonostante Meta abbia battuto le attese di mercato su fatturato e utile nel primo trimestre, l'annuncio di un incremento della spesa in conto capitale per l'infrastruttura AI — portata a una forchetta tra 125 e 145 miliardi di dollari per il 2026, dai precedenti 115-135 miliardi — ha fatto crollare il titolo del 7% nelle contrattazioni afterhours.
Il fenomeno non riguarda solo Meta. Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta insieme dovrebbero spendere 725 miliardi di dollari in infrastrutture nel 2026, in salto del 77% rispetto ai già considerevoli 410 miliardi del 2025. Una cifra che sarebbe più facile da digerire se i ritorni si distribuissero in modo uniforme tra gli operatori, ma che al momento appare concentrata in pochi segmenti e player.
Il mercato cinese aggiunge un'ulteriore variabile geopolitica. Baidu genera circa 1,30 dollari per utente mensile, superando sia Google che Meta, mentre Tencent e Alibaba sviluppano modelli ibridi di scala e servizi all'interno di un ecosistema regolatorio chiuso. L'assenza di questi player dal mercato occidentale limita il confronto diretto, ma segnala che la corsa agli LLM non è appannaggio esclusivo dell'ecosistema statunitense.
A livello aggregato, oltre 3,8 miliardi di persone utilizzano LLM ogni mese, generando circa 20,7 miliardi di dollari di fatturato trimestrale. La distribuzione, però, è fortemente asimmetrica: la gran parte degli utenti non produce ricavi diretti, mentre una minoranza di clienti professionali e aziendali sostiene la quasi totalità del giro d'affari. È un modello che richiama quello della distribuzione software degli anni Novanta, con una base freemium larga e una coda a pagamento ad alta marginalità.
La domanda che il mercato non ha ancora risolto riguarda la sostenibilità di questo schema su larga scala. Investire centinaia di miliardi in infrastrutture per acquisire utenti che non pagano è una scommessa sulla futura monetizzazione, non un modello di business consolidato. Se il segmento premium rimarrà appannaggio di pochi operatori come Anthropic, i giganti tecnologici rischiano di finanziare con capitali propri un mercato di massa dal quale non riescono ancora a estrarre valore proporzionale.