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AMD nega vendite dirette in Cina dei chip soggetti a restrizioni

AMD nega vendite dirette in Cina del chip XCZU47DR, al centro di un progetto di crowdfunding. Un analista solleva dubbi sulla provenienza e sul prezzo dei componenti.

24 set 2026 4 min lettura A cura di Redazione
AMD nega vendite dirette in Cina dei chip soggetti a restrizioni
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AMD nega di aver venduto o spedito direttamente in Cina i chip al centro di un progetto di crowdfunding promosso da Puzhi Electronic Technology. L’azienda cinese sta sviluppando un sistema basato sullo Zynq UltraScale+ XCZU47DR, un componente soggetto ai controlli statunitensi sulle esportazioni. A sollevare il caso è stato Dylan Patel, responsabile di SemiAnalysis, che ha chiesto alle autorità americane di indagare su AMD. Al centro della contestazione ci sono la presenza del chip nel progetto e il prezzo che, secondo l’analista, sarebbe stato proposto per acquistarlo in Cina.

Dylan Patel sostiene che il prezzo di listino statunitense del componente sia di 36.000 dollari e che, per le aziende americane che acquistano grandi volumi, scenda a 4.000–5.000 dollari. Per il progetto cinese, afferma, il chip sarebbe stato quotato a 1.000 dollari. Patel ha accusato AMD di vendere a un Paese rivale componenti utilizzabili anche in ambito militare a un prezzo inferiore a quello riservato ai clienti nazionali, arrivando a chiedere un’indagine per tradimento. La cifra di 1.000 dollari è riferita dall’analista: non è un’offerta al dettaglio pubblicamente consultabile.

AMD respinge ogni addebito e afferma che la vicenda non riguarda vendite o spedizioni dirette da parte sua verso la regione soggetta a restrizioni. La società dichiara di richiedere anche a distributori, rivenditori e clienti il rispetto delle norme statunitensi e internazionali sull’export control. Una spedizione verso una destinazione vietata violerebbe la sua politica aziendale. AMD aggiunge di esaminare i sospetti casi di deviazione dei prodotti lungo la catena commerciale e, qualora accertasse una violazione della legge, di segnalarla alle autorità competenti e interrompere i rapporti con l’impresa coinvolta.

AMD nega vendite dirette in Cina dei chip impiegati nel progetto di Puzhi.

Lo XCZU47DR appartiene alla famiglia RFSoC, che integra capacità di elaborazione e gestione dei segnali radio in un unico componente. Comprende quattro core Arm per le attività generali, due core Cortex-R5F per le operazioni in tempo reale, un FPGA e motori per l’elaborazione digitale dei segnali. Dispone inoltre di convertitori analogico-digitali e digitali-analogici che permettono di ricevere, trattare e generare segnali radio senza ricorrere a convertitori separati. Questa combinazione interessa applicazioni che richiedono molta banda e tempi di risposta ridotti, dalle comunicazioni ai sistemi di rilevamento.

Tra gli impieghi dei dispositivi basati su questi chip figurano le radio definite via software, i radar, le antenne phased array, le comunicazioni wireless e satellitari e gli strumenti di test elettronico. Puzhi presenta i propri sistemi come prodotti rivolti a ingegneri professionisti e ricercatori universitari. AMD destina la serie XC alle applicazioni commerciali e industriali, mentre offre una distinta serie XQ qualificata per l’aerospazio e la difesa. La distinzione riguarda le caratteristiche di qualificazione, robustezza e supporto richieste in quei settori, a fronte di capacità di elaborazione strettamente correlate fra alcune varianti delle due serie.

La quotazione di 1.000 dollari riferita da Patel apre una disputa sui prezzi.

La classificazione 3A001.a.14 nella lista statunitense dei beni controllati rende lo XCZU47DR un componente a duplice uso. Per esportarlo, riesportarlo o trasferirlo verso destinazioni come la Cina è normalmente necessaria una licenza del BIS, l’agenzia statunitense competente. Esiste un’eccezione che consente forniture a imprese commerciali in numerosi Paesi del gruppo B: il passaggio attraverso più mercati è quindi una possibile via di deviazione dei componenti. Per produttori, distributori e clienti, il caso porta l’attenzione sul percorso del chip dopo la prima vendita e sulla verifica delle destinazioni lungo la filiera.

La provenienza dei componenti attraversa una filiera commerciale distribuita in più Paesi.

Il componente ha anche una storia commerciale lunga. Xilinx, poi acquisita da AMD, presentò la terza generazione della famiglia Zynq UltraScale+ RFSoC nel febbraio 2019; la produzione iniziò nel 2020. Nel frattempo, questi dispositivi sono stati venduti a molte aziende in diversi Paesi, rendendo complessa la ricostruzione della provenienza delle unità impiegate da Puzhi. Presso rivenditori come Avnet e DigiKey, i tempi indicati per ottenere lo XCZU47DR sono di 40–52 settimane. Le accuse sul prezzo e le verifiche sulla circolazione dei chip procedono così su due piani distinti: condizioni commerciali e controllo della distribuzione.

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