Tecnologia

Amazon blocca gli acquisti dell’agente Muse AI di Meta

Amazon impedisce a Muse AI di completare acquisti sulla piattaforma, contestando accessi non autorizzati e sollevando dubbi su privacy e credenziali.

21 set 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Amazon blocca gli acquisti dell’agente Muse AI di Meta
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Amazon ha bloccato Muse AI, l’agente digitale di Meta, impedendogli di effettuare acquisti sulla propria piattaforma per conto degli utenti. Da domenica, chi prova a utilizzare il servizio sul marketplace vede comparire un avviso secondo cui l’accesso continuato da parte di un agente AI non autorizzato viola le condizioni d’uso accettate dai clienti. La decisione interrompe così una delle funzioni più concrete del software: navigare tra i prodotti e concludere autonomamente un ordine.

Alla base del blocco c’è anche il modo in cui Muse sarebbe entrato nel negozio online. Meta non avrebbe informato preventivamente Amazon dell’accesso del proprio agente. Il gruppo dell’e-commerce ha inoltre sollevato dubbi di privacy e sicurezza: durante la navigazione Muse non si identificherebbe chiaramente come sistema automatizzato e sembrerebbe acquisire le credenziali dei clienti. Il comportamento mette direttamente in gioco il controllo che una piattaforma vuole mantenere sugli strumenti autorizzati a interagire con account, carrelli e procedure di pagamento.

Amazon ha spiegato che le applicazioni di terze parti capaci di comprare presso altre aziende per conto dei consumatori dovrebbero operare in modo trasparente. Secondo un portavoce della società, questi servizi devono anche rispettare la decisione del fornitore sull’opportunità di partecipare o meno. La posizione attribuisce quindi al marketplace il potere di stabilire quali agenti possano agire al suo interno, anche quando l’utente ha scelto volontariamente di delegare loro un acquisto.

Amazon chiude il marketplace agli acquisti automatizzati di Muse AI

Le contestazioni si scontrano con le rassicurazioni fornite al lancio di Muse, avvenuto all’inizio del mese. Meta aveva dichiarato che l’agente non può vedere i dati di accesso protetti né le informazioni delle carte di pagamento. In un test precedente al blocco, tuttavia, Muse era riuscito ad acquistare alcune canottiere su Amazon mentre nel carrello erano già presenti altri prodotti. L’esperimento aveva mostrato che il sistema poteva completare realmente una transazione, andando oltre la semplice ricerca o raccomandazione di articoli.

Dopo il debutto sono emerse anche ulteriori segnalazioni sul trattamento dei dati. Muse sarebbe in grado di leggere il contenuto dei messaggi degli utenti anche quando il permesso necessario non risulta abilitato. Il punto amplia la questione oltre il rapporto commerciale tra due grandi piattaforme: per persone e imprese, affidare attività operative agli agenti AI significa stabilire con precisione quali informazioni possano consultare, come debbano autenticarsi e quali azioni siano autorizzati a compiere.

Gli agenti commerciali dovranno identificarsi e ottenere il consenso delle piattaforme

Il confronto con Meta si inserisce nella strategia con cui Amazon prova a difendere il rapporto diretto con i propri clienti dagli agenti sviluppati da concorrenti. Nel novembre dello scorso anno l’azienda aveva citato in giudizio Perplexity nel tentativo di tenere il marketplace fuori dall’esperienza di acquisto offerta attraverso Comet. In agosto, però, un giudice si è schierato con Perplexity. Il precedente mostra quanto sia ancora controverso il confine tra la volontà dell’utente, l’automazione del browser e le regole fissate dal servizio visitato.

La competizione si sposta sul controllo dell’interfaccia di acquisto

Da luglio anche le email di conferma inviate da Amazon sono diventate sensibilmente più essenziali: nomi specifici degli articoli e immagini dei prodotti sono stati rimossi, così da limitare l’estrazione di quelle informazioni da parte di servizi AI esterni. Il blocco di Muse prosegue la stessa linea sul terreno delle transazioni. La competizione non riguarda più soltanto chi suggerisce il prodotto, ma chi controlla l’interfaccia attraverso cui il cliente cerca, decide e compra.

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