Poco F9 Ultra porta nel segmento degli smartphone di fascia alta una combinazione insolita: un display estremamente luminoso e un sistema audio 2.1 firmato Bose, completo di subwoofer posteriore illuminato. Il marchio nato da Xiaomi rinnova così per il secondo anno consecutivo la collaborazione con Bose, affiancando al modello Ultra un F9 Pro più essenziale. La strategia punta su elementi immediatamente percepibili nell’uso quotidiano — suono, schermo e autonomia — senza rinunciare a una dotazione da flagship.
Il sistema audio dell’Ultra riprende l’architettura introdotta con la generazione precedente: due altoparlanti principali aggiornati e lo stesso subwoofer, ora inserito in un supporto ridisegnato. Intorno al modulo compare un piccolo anello LED bianco, privo di colori selezionabili ma utilizzabile per chiamate, notifiche ed effetti ritmici durante la riproduzione musicale o le sessioni di gioco. Non è quindi soltanto un dettaglio estetico, ma un elemento funzionale integrato nell’esperienza multimediale.
Le dimensioni fisiche di uno smartphone impongono limiti rispetto a un buon diffusore Bluetooth, ma il sistema promette volume elevato e una resa adeguata anche per ascoltare musica in una stanza, guardare contenuti video o giocare senza accessori esterni. Sono disponibili profili audio progettati da Bose e un equalizzatore personalizzabile. Debutta inoltre il motore Bose dedicato al gaming, capace, per esempio, di mettere in evidenza il rumore dei passi degli avversari negli sparatutto in prima persona.
L’altro elemento centrale è il pannello OLED da 6,9 pollici. Poco dichiara una luminosità di picco pari a 10.000 nit, accompagnata da una frequenza di aggiornamento massima di 185 Hz. Quest’ultimo valore sarà raggiungibile soltanto nei giochi compatibili: al lancio ne sono previsti più di venti, fra i quali Clash of Clans e GTA: Liberty City Stories. La scelta lega ancora una volta la scheda tecnica all’intrattenimento, con uno schermo pensato per offrire fluidità elevata nei titoli supportati.
Sotto la scocca trova posto il processore Snapdragon 8 Elite Gen 5 di Qualcomm, abbinato a configurazioni fino a 16 GB di RAM e 1 TB di spazio di archiviazione. La batteria al silicio-carbonio raggiunge gli 8.050 mAh e supporta la ricarica a 100 W. Anche il comparto fotografico alza l’asticella rispetto alla tradizionale priorità assegnata da Poco alle prestazioni: la fotocamera principale offre 200 megapixel, il periscopio 5x e l’ultrawide adottano entrambi sensori da 50 megapixel, con l’elaborazione delle immagini affidata alla tecnologia Xiaomi.
Il Poco F9 Pro conserva parte dell’impostazione, ma rinuncia al subwoofer e al LED, affidandosi a più semplici altoparlanti stereo Bose. Il display scende a 6,59 pollici, pur mantenendo gli stessi valori dichiarati di luminosità e frequenza, mentre la batteria passa a 6.330 mAh. Teleobiettivo e ultrawide sono meno avanzati. Il processore è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 V Series, una versione selezionata del chip con prestazioni leggermente ridotte.
Il posizionamento economico avvicina l’Ultra ai flagship tradizionali: il listino parte da 1.099,90 euro, con un’offerta iniziale di 829,90 euro. Il Pro costa 899,90 euro, ridotti a 739,90 euro nella promozione di lancio. Entrambi riceveranno quattro anni di aggiornamenti del sistema operativo e sei anni di supporto di sicurezza. Fra audio potenziato, specifiche orientate al gaming e autonomia generosa, la serie F9 prova così a differenziarsi attraverso componenti visibili e utilizzabili, accompagnandole però con prezzi ormai pienamente inseriti nella fascia premium.