Walmart ha superato le attese di Wall Street nel secondo trimestre e ha ritoccato al rialzo le previsioni per l’intero esercizio, sostenuta soprattutto dalla crescita delle attività digitali. Le vendite globali tramite ecommerce sono aumentate del 23%, confermando il ruolo ormai strutturale del canale online nei risultati del gruppo. La reazione del mercato, tuttavia, è stata negativa: il titolo ha perso il 9%, penalizzato da indicazioni sulle vendite giudicate poco convincenti dagli investitori.
Il retailer ha registrato ricavi per 187,94 miliardi di dollari, contro i 186,77 miliardi previsti, mentre l’utile per azione rettificato si è attestato a 81 centesimi, superando i 74 centesimi attesi. La performance dell’ecommerce è risultata ancora più marcata negli Stati Uniti, dove le vendite digitali sono cresciute del 24%. Il dato ha compensato in parte l’andamento meno brillante dei negozi comparabili, le cui vendite sono salite del 2,6%, al di sotto del 3,5% indicato dalle aspettative di Wall Street.
All’interno dell’offerta, il comparto salute e benessere ha mostrato una lieve flessione, legata ai nuovi limiti applicati ai prezzi dei farmaci. Alimentari e altre categorie hanno invece prodotto incrementi solidi. La società continua parallelamente a intervenire sui prezzi, compresi quelli della carne bovina, per sostenere l’accessibilità della spesa in una fase nella quale i bilanci familiari restano sotto pressione per gli elevati costi di cibo e carburante.
Alla luce dei risultati, Walmart ha portato la guidance annuale sull’utile rettificato per azione a 2,80-2,87 dollari, rispetto alla precedente forchetta di 2,75-2,85 dollari. Anche la previsione sulla crescita delle vendite nette è stata alzata al 4%-5%, dal precedente intervallo compreso tra il 3,5% e il 4,5%. L’ampliamento delle stime fotografa un’attività operativa solida, ma non è bastato a rassicurare il mercato sulla capacità del gruppo di accelerare ulteriormente i ricavi.
Un contributo specifico arriverà dai rimborsi tariffari. Il direttore finanziario John David Rainey ha spiegato che Walmart può ricevere circa 2,9 miliardi di dollari e intende utilizzare queste risorse per ridurre i prezzi destinati ai consumatori. Gli effetti dovrebbero risultare visibili nel terzo trimestre. Rainey ha descritto i clienti come ancora sottoposti a forti pressioni economiche, pur osservando che la crescita reale dei salari e la tenuta della spesa hanno mantenuto stabile il business.
La trasformazione del modello non passa soltanto dalle vendite online. I ricavi pubblicitari globali sono aumentati del 38%, mentre quelli derivanti dalle quote associative sono cresciuti del 17%. Anche Walmart+ ha registrato il livello più alto di nuove adesioni mai raggiunto in un secondo trimestre. Queste attività, caratterizzate da margini più elevati rispetto al commercio tradizionale, hanno sostenuto la redditività e contribuito a portare il margine lordo al 25,4%, anche grazie al beneficio dei rimborsi tariffari.
La combinazione tra pubblicità, abbonamenti, marketplace e consegne più dense sta quindi ampliando la leva operativa del gruppo nel confronto con Amazon e gli altri concorrenti. Il traguardo della redditività dell’ecommerce, raggiunto nei trimestri precedenti, continua a produrre effetti, mentre Target e Home Depot hanno a loro volta mostrato segnali di tenuta nelle rispettive comunicazioni trimestrali. Per Walmart, il trimestre consegna così una doppia indicazione: la strategia digitale sostiene crescita e margini, ma il mercato continua a chiedere maggiore slancio nelle vendite tradizionali.