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Google lancia il pulsante che premia gli editori preferiti

Google offre agli editori un pulsante per diventare fonti preferite e recuperare visibilità su Search, Discover, News e nelle esperienze AI.

21 ago 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Google lancia il pulsante che premia gli editori preferiti
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Google offre agli editori online un nuovo strumento per contrastare la perdita di traffico associata alla crescita della ricerca basata sull’intelligenza artificiale. Il gruppo consentirà di incorporare nei siti un pulsante interattivo con cui i lettori potranno indicare una testata come fonte preferita. La scelta permetterà ai contenuti dell’editore di ottenere maggiore evidenza in Google Search, Discover e Google News, rafforzando il rapporto diretto tra le pubblicazioni e il pubblico che già le conosce e considera affidabili.

Il nuovo pulsante estende il sistema Preferred Sources, introdotto inizialmente tra i risultati Top Stories e portato a maggio nelle esperienze AI di Google, comprese AI Mode e AI Overviews. Al momento del lancio di maggio, l’azienda dichiarava che gli utenti del web avevano già selezionato più di 345.000 fonti uniche. Ora la stessa preferenza potrà essere espressa direttamente dal sito dell’editore, evitando al lettore di dover iniziare il percorso dalle impostazioni del motore di ricerca.

Gli utenti possono comunque aggiungere una pubblicazione tra le preferite attraverso la pagina di Google dedicata alle fonti, cercandola per nome o indirizzo del sito. L’integrazione del comando nelle pagine editoriali riduce però i passaggi e trasforma la scelta in un gesto immediato, vicino al momento della lettura. Per gli editori dipendenti dalle visite provenienti dalle piattaforme, questa relazione esplicita con il pubblico può tradursi in una maggiore probabilità di essere individuati anche quando la risposta viene mediata dalle funzioni di ricerca generativa.

Un pulsante trasforma la fiducia dei lettori in un segnale per Google

Google sostiene infatti che diventare una fonte preferita possa aumentare il traffico verso i siti. In studi precedenti, il gruppo ha rilevato che le persone hanno una probabilità doppia di fare clic su una fonte preferita quando questa è disponibile. Il dato definisce la portata economica del pulsante: non garantisce una visita, ma offre agli editori un segnale di preferenza capace di influire sulla distribuzione dei collegamenti, mentre le sintesi prodotte dall’AI riducono in alcuni casi la necessità di aprire le pagine originali.

La mossa prova così ad attenuare la pressione esercitata dalle funzioni di ricerca alimentate dall’AI sui modelli di business fondati sul traffico. Google cerca di conciliare due esigenze che convivono nella stessa interfaccia: fornire risposte sintetiche e personalizzate, ma continuare a indirizzare gli utenti verso le pubblicazioni che hanno scelto di seguire. Per editori e aziende dei media, il pulsante introduce una nuova attività di relazione con il lettore: invitare il pubblico a dichiarare una preferenza dentro l’ecosistema che determina una parte della distribuzione.

Le fonti preferite ottengono una probabilità doppia di ricevere un clic

Accanto al comando per le fonti, Google prepara una personalizzazione più diretta del feed Discover nell’app del gruppo. Toccando il menu con i tre punti associato a un contenuto, gli utenti potranno spiegare con parole proprie quali argomenti desiderano vedere più o meno spesso. Le istruzioni in linguaggio naturale serviranno ad affinare il feed in tempo reale, spostando una parte del controllo dalle impostazioni tradizionali a un dialogo testuale con il sistema di raccomandazione.

Discover potrà essere regolato dagli utenti attraverso istruzioni in linguaggio naturale

L’approccio si inserisce nella diffusione di algoritmi controllabili dagli utenti, già adottati negli ultimi mesi da diverse grandi applicazioni social per regolare i contenuti consigliati. Google prevede inoltre di permettere agli utenti Android di personalizzare i briefing audio quotidiani nell’app Google News. Tra fonti preferite, feed modificabili e notiziari audio su misura, la strategia punta a rendere più esplicite le scelte del pubblico: per gli editori, la visibilità dipenderà sempre più non soltanto dagli algoritmi, ma anche dalla capacità di farsi selezionare direttamente dai lettori.

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