La Commissione europea ha accettato i nuovi impegni giuridicamente vincolanti proposti da SAP, chiudendo senza sanzioni l’indagine antitrust sulle pratiche di manutenzione e assistenza del gruppo tedesco. L’intervento modifica le condizioni applicate ai clienti del software gestionale installato nei propri sistemi, ampliando la possibilità di rivolgersi a fornitori terzi, ridurre il perimetro dei contratti o interromperli senza incontrare gli ostacoli contestati dalle autorità europee.
Le misure non resteranno circoscritte all’Unione europea. SAP si è impegnata ad applicarle a livello mondiale per dieci anni, estendendo così le nuove condizioni a tutti i clienti interessati. Al centro del caso c’erano soprattutto le regole che rendevano difficile passare a operatori indipendenti per la manutenzione software, ridimensionare i servizi acquistati e, successivamente, rientrare nel supporto ufficiale del produttore.
Uno dei cambiamenti principali riguarda il calcolo dei canoni di licenza utilizzati per determinare il prezzo della manutenzione e dell’assistenza. Il nuovo metodo dovrà evitare che le imprese continuino a pagare servizi collegati a licenze software non utilizzate. Il problema riguarda il cosiddetto shelfware, cioè programmi acquistati ma rimasti inutilizzati, per i quali SAP introdurrà una flessibilità mirata nelle situazioni eccezionali.
Un secondo intervento elimina le commissioni di reintegrazione per le aziende che, dopo avere affidato la manutenzione a un altro operatore, decidono di tornare al servizio SAP. La precedente struttura dei costi poteva rendere oneroso il rientro e limitare, di fatto, la libertà di sperimentare un diverso fornitore. La rimozione di questa barriera rende più reversibile la scelta e riduce il rischio di restare vincolati al supporto originario per ragioni economiche.
Per Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione per la Transizione pulita, giusta e competitiva, la decisione offre agli utilizzatori dei diffusi gestionali on-premises di SAP maggiore libertà nella selezione dei servizi di manutenzione e assistenza. Le restrizioni contestate, nella valutazione europea, aumentavano i costi sostenuti dai clienti e frenavano la concorrenza tra il produttore e gli operatori indipendenti.
SAP ha indicato come obiettivi degli impegni una maggiore scelta per i clienti e una migliore prevedibilità contrattuale. Il gruppo prevede politiche più trasparenti, indicazioni operative più chiare, attività di formazione e un’applicazione maggiormente uniforme delle regole. Il pacchetto include inoltre una forma di supervisione indipendente, destinata a verificare che le nuove condizioni non rimangano soltanto dichiarazioni di principio.
La natura vincolante dell’intesa mantiene aperto un rischio regolatorio per il produttore. SAP evita una multa nell’attuale procedimento, ma un’eventuale inosservanza degli impegni potrebbe condurre in futuro a nuove sanzioni antitrust. Per le imprese clienti, il risultato è un quadro nel quale il rapporto tra licenze, software effettivamente utilizzato e servizi di supporto dovrebbe diventare più leggibile, mentre la possibilità di uscire e rientrare nell’ecosistema di assistenza ufficiale acquista maggiore flessibilità.