Salesforce ha avviato trattative per acquistare Listen Labs, startup che usa l'intelligenza artificiale vocale per condurre interviste ai clienti, per circa 2 miliardi di dollari. I colloqui arrivano dopo la rinuncia della società a un finanziamento già arrivato alla firma del term sheet. Le discussioni sull'acquisizione non sono definitive e potrebbero non tradursi in un accordo. Per il gruppo del CRM, l'operazione potrebbe rafforzare le capacità di AI dedicate alla comprensione e alla previsione delle esigenze dei clienti.
Il finanziamento abbandonato prevedeva un Series C da 125 milioni di dollari, con una valutazione di 1,5 miliardi e Menlo Ventures come capofila. Secondo persone a conoscenza dell'operazione, Listen Labs aveva sottoscritto il documento preliminare, ma il round non è mai stato completato. Ritirarsi dopo questo passaggio è un comportamento raro e generalmente malvisto dagli investitori di venture capital. I colloqui con Salesforce sarebbero la probabile ragione della rinuncia: alla raccolta di capitale si è così affiancata la prospettiva di vendere l'azienda a una cifra superiore alla valutazione negoziata con i finanziatori.
Listen Labs ha circa 30 milioni di dollari di ricavi annualizzati, secondo persone informate sui suoi conti. Un prezzo di acquisto di 2 miliardi corrisponderebbe quindi a circa 67 volte i ricavi: un multiplo che, secondo una persona con esperienza nella negoziazione di vendite a Salesforce, il gruppo potrebbe giudicare eccessivo. Il salto rispetto al precedente finanziamento sarebbe consistente. Alla fine di gennaio, Listen Labs aveva annunciato un Series B da 69 milioni di dollari, guidato da Ribbit Capital con la partecipazione di Sequoia, Conviction e Pear VC, a una valutazione di 500 milioni.
A spostare i riferimenti finanziari del settore ha contribuito anche Simile, concorrente che utilizza l'AI per prevedere il comportamento umano. A fine luglio ha annunciato un Series B da 200 milioni di dollari, guidato da Greenoaks, a una valutazione di 2 miliardi. Listen Labs avrebbe ricavi annualizzati circa tripli rispetto a Simile, secondo due persone a conoscenza dei dati delle società. Per un interlocutore informato, quel finanziamento avrebbe probabilmente fissato un nuovo riferimento anche per Listen Labs. Diversi venture capitalist si aspettano che, in caso di interruzione dei colloqui con Salesforce, la startup torni a cercare capitali puntando a una valutazione di almeno 2 miliardi.
Il prodotto di Listen Labs automatizza diversi passaggi delle ricerche di mercato. L'AI elabora le domande e intervista i clienti attraverso conversazioni audio o video; i risultati vengono poi organizzati in report e presentazioni PowerPoint, analoghi ai materiali preparati dai ricercatori umani. La tecnologia interviene quindi sia nella raccolta delle risposte sia nella loro restituzione alle aziende, trasformando le conversazioni in documenti utilizzabili per valutare prodotti e percezione del marchio.
Le società della Fortune 500 ricorrono a queste ricerche per misurare esigenze e soddisfazione dei clienti, ma i progetti tradizionali sono costosi e possono richiedere settimane. La tecnologia di Listen Labs ne riduce tempi e costi, consentendo alle imprese di capire più rapidamente le reazioni alle modifiche di prodotto e procedere con ulteriori interventi. Tra i clienti della startup figurano Microsoft, Canva, Anthropic e Sweetgreen, una base che comprende imprese tecnologiche e un operatore della ristorazione.
La società è stata fondata nel 2023 da Florian Jüngermann, già campione nazionale tedesco di programmazione competitiva, e Alfred Wahlforss, che in precedenza aveva creato la startup di ricerca del personale Bemlo. I due si sono conosciuti durante gli studi di master a Harvard. In tre anni, Listen Labs è diventata una delle principali startup attive nell'automazione della ricerca sui clienti.
La concorrenza comprende anche Outset, Keplar e Aaru, con approcci tecnologici differenti. Listen Labs automatizza interviste a persone reali; Aaru e Simile adottano invece un metodo sintetico, utilizzando l'AI per simulare il comportamento umano e prevedere le risposte senza intervistare nessuno. Per le imprese che acquistano questi servizi, la scelta riguarda dunque anche l'origine delle informazioni: conversazioni raccolte direttamente dai clienti oppure risposte generate attraverso simulazioni.