Sandhya Devanathan, vicepresidente di Meta per India e Sud-est asiatico, lascia il gruppo dei social media per entrare in OpenAI. La dirigente opererà da Singapore e risponderà a Kiran Mani, managing director dell’azienda per l’Asia-Pacifico. Il passaggio consegna alla società che sviluppa ChatGPT una manager con una lunga esperienza nei mercati asiatici e nella gestione di attività esposte al confronto con istituzioni, imprese e utenti.
Il suo mandato comprenderà la crescita dei servizi destinati ai consumatori, l’adozione da parte delle aziende, le partnership, le relazioni con le autorità e le operazioni nel Sud-est asiatico e in Australia. Il perimetro indicato da OpenAI unisce quindi sviluppo commerciale e interlocuzione normativa, due dimensioni sempre più intrecciate nell’espansione dei servizi di intelligenza artificiale in mercati caratterizzati da regole, lingue ed ecosistemi digitali differenti.
Devanathan lascia Meta dopo oltre un decennio nel gruppo. Entrata nel 2016, ha ricoperto diversi incarichi dirigenziali, compresa la guida del business gaming nell’Asia-Pacifico, prima della nomina a vicepresidente per India e Sud-est asiatico nel giugno dello scorso anno. In India partecipava anche ai processi decisionali dell’azienda, secondo una persona a conoscenza della struttura interna.
Il suo arrivo segue di pochi giorni la nomina di Prabhjeet Singh alla guida delle attività indiane di OpenAI. Singh proveniva da Uber, dove aveva lavorato per oltre dieci anni dirigendo il business in India e Asia meridionale. Le due assunzioni rafforzano una squadra regionale costruita attorno a dirigenti abituati a gestire piattaforme digitali su larga scala, relazioni istituzionali e mercati ad alta complessità operativa.
La scelta si inserisce nell’ampliamento della presenza di OpenAI nell’Asia-Pacifico. Negli ultimi due anni l’azienda ha aperto uffici a Singapore, Tokyo, Seul, Sydney e Delhi, creando una rete che affianca alla distribuzione globale dei prodotti una presenza diretta nei principali hub regionali. L’incarico di Devanathan indica un’attenzione parallela alla crescita consumer, alla domanda delle imprese e alla gestione delle questioni regolatorie.
La partenza avviene mentre Meta affronta una crescente pressione delle autorità indiane. All’inizio del mese la società si è scusata dopo che Instagram aveva limitato per errore, a luglio, un contenuto del primo ministro Narendra Modi. Il governo indiano ha convocato alcuni dirigenti del gruppo, tra cui il responsabile globale degli affari pubblici Joel Kaplan, per chiedere chiarimenti sull’incidente.
Nuova Delhi ha inoltre sollevato preoccupazioni sulla presenza, nelle piattaforme del gruppo, di materiale legato allo sfruttamento sessuale dei minori. Il governo aveva chiesto spiegazioni dopo l’emersione di inserzioni su Instagram che avrebbero offerto accesso a tali contenuti. Meta ha dichiarato di avere rimosso annunci e account in violazione delle regole, respingendo l’ipotesi di avere indirizzato consapevolmente quelle pubblicità sulla base di interessi inappropriati. La società ha anche riferito la rimozione di 160.000 account in India nell’arco di sei mesi, sulla base di segnali associati ad attività di sfruttamento minorile.
Dopo l’uscita di Devanathan, il managing director di Meta India, Arun Srinivas, riferirà direttamente a Benjamin Joe, vicepresidente per l’Asia-Pacifico, secondo una persona informata sul nuovo assetto. OpenAI guadagna così una figura con esperienza commerciale, operativa e istituzionale, mentre Meta riorganizza la propria catena di comando indiana nel pieno di un confronto particolarmente delicato con le autorità del Paese.