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Anthropic batte il Pentagono, l’etichetta è illegale

Una giudice federale ha dichiarato illegale l’etichetta di rischio assegnata ad Anthropic, rilevando ritorsione, arbitrarietà e mancato giusto processo.

28 ago 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Anthropic batte il Pentagono, l’etichetta è illegale
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Una giudice federale della California ha stabilito giovedì sera che la designazione di Anthropic come rischio per la catena di approvvigionamento da parte dell’amministrazione Trump era illegale. La decisione rappresenta la prima vittoria giudiziaria dell’azienda nello scontro con il Pentagono, nato dopo il rifiuto del produttore di Claude di rimuovere alcuni limiti di sicurezza nell’impiego militare dei propri modelli di intelligenza artificiale.

La giudice distrettuale Rita Lin ha definito il provvedimento una «ritorsione illegittima» contraria al Primo Emendamento, oltre che «arbitrario e capriccioso». Secondo la sentenza, ad Anthropic è stato negato anche il giusto processo richiesto dal Quinto Emendamento. All’inizio dell’anno, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il presidente Donald Trump avevano classificato la società come rischio per la sicurezza nazionale, ordinando a tutte le agenzie federali di interrompere i rapporti con il produttore di Claude.

Il conflitto ruota attorno alle condizioni poste da Anthropic sull’utilizzo dei suoi sistemi. L’azienda aveva fissato limiti rigidi per impedire che i modelli fossero impiegati in armi pienamente autonome o nella sorveglianza di massa dei cittadini statunitensi. Il Pentagono aveva assicurato che avrebbe utilizzato la tecnologia esclusivamente per scopi legali, sostenendo però che il fornitore non potesse mantenere il controllo sulle modalità d’impiego di modelli acquistati e pagati dal governo. Al centro della controversia è così finito il rapporto tra sicurezza dell’AI e autonomia operativa delle istituzioni militari.

La sicurezza nazionale non è un assegno in bianco contro i critici

Nella sentenza, Lin ha rilevato che parole e azioni del governo indicavano la volontà di trasformare Anthropic in un esempio pubblico per la sua presunta «arroganza» nel criticare l’esecutivo. La giudice ha inoltre evidenziato la distanza tra l’etichetta di rischio e altre iniziative federali. Hegseth aveva proposto di applicare all’azienda il Defense Production Act, una scelta che l’avrebbe qualificata come essenziale per la sicurezza nazionale anziché come minaccia. Parallelamente, il Dipartimento della Difesa aveva continuato a perseguire un contratto con la società e a collaborare sul modello Mythos per attività di cybersicurezza.

Un altro elemento centrale riguarda il controllo tecnico dei sistemi consegnati. Lin ha scritto che Anthropic, una volta trasferita la tecnologia al Dipartimento della Difesa, «indiscutibilmente» non dispone di alcun accesso nascosto. Il governo resta libero di scegliere il fornitore di AI che preferisce, ma le misure estese imposte all’azienda sono state giudicate illegali e prive di fondamento. Per la corte, il semplice richiamo alla sicurezza nazionale non autorizza l’amministrazione a punire chi critica le sue decisioni.

Anthropic non conserva accessi nascosti ai sistemi consegnati alla Difesa

Anthropic ha accolto favorevolmente la pronuncia che ha invalidato la designazione e ha ribadito l’intenzione di lavorare in modo produttivo con il governo, con l’obiettivo di utilizzare l’AI a sostegno della sicurezza nazionale e a beneficio dei cittadini statunitensi. La società aveva presentato a marzo due ricorsi contro il Dipartimento della Difesa, uno in California e uno a Washington. Il procedimento aperto nella capitale federale risulta ancora in corso, lasciando quindi irrisolto un secondo fronte dello scontro legale.

Il Pentagono resta libero di scegliere il proprio fornitore di AI

La pronuncia non obbliga il Pentagono ad adottare Claude né limita la sua facoltà di selezionare altri fornitori. Traccia però una distinzione netta tra la discrezionalità negli acquisti pubblici e l’uso di misure generalizzate come risposta alle posizioni critiche di un’azienda. Nel mercato dell’AI applicata alla difesa, il confronto non riguarda soltanto le prestazioni dei modelli, ma anche chi possa stabilirne i confini d’impiego. La prima decisione favorevole ad Anthropic affida ora al contenzioso ancora aperto il prossimo passaggio di questa disputa tra governo e industria tecnologica.

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