Opinioni Networking efficace: la strategia che fa crescere
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25/05/2026

Il networking professionale torna fondamentale nell'era dell'AI: esperti rivelano strategie e errori da evitare per costruire relazioni di carriera efficaci.

Networking efficace: la strategia che fa crescere

Nel mercato del lavoro attuale, caratterizzato dalla diffusione massiccia di candidature generate dall'intelligenza artificiale e da una domanda debole per i cosiddetti desk worker, il networking professionale torna al centro delle strategie di carriera. Esperti di settore — career coach, recruiter e consulenti di comunicazione — hanno elaborato per Business Insider un insieme di indicazioni pratiche su cosa fare e, soprattutto, cosa evitare quando si costruiscono relazioni professionali.

Il contesto competitivo rende questi consigli particolarmente urgenti: quando i processi di selezione sono sempre più automatizzati, la relazione umana diretta diventa una variabile discriminante. Brandon Dock, managing director della società di recruiting TGC Search, sottolinea che i canali digitali — LinkedIn in testa — restano strumenti parziali se non integrati con interazioni faccia a faccia, che mantengono un'efficacia superiore in termini di qualità della connessione generata.

"I have always been a fan of using social media and other online tools as part of your arsenal, but it is a grave mistake to think of it as the entirety of your networking strategy."

Un errore sistematico che gli esperti segnalano è la tendenza a costruire reti di contatti solo nei momenti di crisi occupazionale. Dorie Clark, communication coach e autrice del libro The Long Game, osserva che i cicli economici negativi producono un'accelerazione del networking proprio quando è meno efficace: la competizione tra richiedenti si fa più intensa e ogni contatto riceve numerose richieste simultanee. La manutenzione delle relazioni in periodi di stabilità — anche con semplici messaggi di aggiornamento, senza richieste esplicite — genera un capitale sociale che si rivela decisivo nelle fasi di transizione.

Sul piano operativo, gli esperti concordano su un punto centrale: la personalizzazione dei messaggi è un requisito minimo, non un valore aggiunto. Jasmine Escalera, career expert di MyPerfectResume, e Madeline Mann, CEO di Self Made Millennial e career coach, concordano nel ritenere i messaggi standardizzati controproducenti. "Se chiedi quindici minuti del loro tempo, dimostra di aver speso quindici minuti del tuo", ha dichiarato Mann. Il contenuto del messaggio dovrebbe riflettere una ricerca genuina sull'interlocutore — interessi condivisi, progetti recenti, percorso professionale.

"Never underestimate who knows the person you want to know."

Anche la dinamica degli scambi merita attenzione critica. Il networking è per natura transazionale, ma la gestione delle richieste richiede una calibrazione precisa dei rapporti di forza. Clark avverte che la distanza relazionale determina il margine di richiesta accettabile: a un contatto lontano si può chiedere una sola cosa, in modo mirato e strategico. Mann suggerisce di invertire la logica estrattiva: prima di chiedere, chiedersi quale valore si può offrire in cambio — anche qualcosa di semplice come una segnalazione o una raccomandazione di viaggio.

Sul fronte degli eventi in presenza — tornati rilevanti dopo la stagione del lavoro remoto — gli esperti segnalano alcune criticità comportamentali specifiche. Lisa Richey, fondatrice dell'American Academy of Etiquette, indica che elementi formali come la stretta di mano restano marcatori di leadership e sicurezza, particolarmente valorizzati nelle generazioni più senior. L'abbigliamento deve adeguarsi al codice del settore di riferimento, con un margine di formalità leggermente superiore alla media: un abito formale risulterebbe fuori contesto in un evento tech, mentre sarebbe del tutto appropriato in ambito legale o finanziario.

"Do not forget to follow up with them the next day or within a few hours, thanking them."

Il follow-up sistematico — nelle ore successive all'incontro e nelle settimane a venire, per comunicare come si sono utilizzati i consigli ricevuti — chiude il ciclo relazionale in modo che trasforma un contatto episodico in una connessione duratura. Resta aperta, però, una domanda strutturale: in un mercato sempre più mediato da algoritmi e automazione, quanto potrà ancora bastare la qualità delle relazioni umane a compensare le asimmetrie generate dalla tecnologia nella selezione del personale?

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