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Nilekani lascia la guida di Fundamentum nel fondo da 200 milioni

Nandan Nilekani lascia il ruolo di general partner in Fundamentum mentre la società prepara il terzo fondo da 200 milioni di dollari.

09 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Nilekani lascia la guida di Fundamentum nel fondo da 200 milioni
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Nandan Nilekani non sarà più general partner di Fundamentum Partnership, la società di venture capital che aveva co-fondato quasi dieci anni fa. Il passaggio arriva mentre il fondo indiano lancia il suo terzo veicolo di investimento, con l’obiettivo di raccogliere circa 200 milioni di dollari.

Il cambio di ruolo non segna però un’uscita operativa dal perimetro della società. Nilekani resterà anchor investor del nuovo fondo e continuerà ad affiancare il team, offrendo consulenza strategica e mentoring alle startup in portafoglio. Il co-fondatore Sanjeev Aggarwal ha descritto la transizione come una questione di titolo, sottolineando che Nilekani continuerà a seguire da vicino i fondatori sostenuti dalla società.

La figura di Nilekani resta centrale nel panorama tecnologico indiano. A 71 anni, è noto per avere co-fondato Infosys e per avere guidato la creazione di Aadhaar, il sistema di identità biometrica del Paese. Negli anni ha promosso anche l’infrastruttura pubblica digitale indiana, dal sistema di pagamenti in tempo reale UPI all’ONDC, iniziativa pensata per rendere l’e-commerce più aperto e interoperabile.

Nilekani lascia il titolo operativo, ma resta investitore e mentore del fondo

Fundamentum è nata nel 2017 per iniziativa di Nilekani e Aggarwal, che in precedenza aveva contribuito alla costruzione di Helion Venture Partners. La società investe in startup indiane dalla Serie B in avanti e ha costruito un portafoglio che include il marketplace di auto usate Spinny, la farmacia online PharmEasy, la piattaforma audio Kuku FM e AppsForBharat, sviluppatore dell’app devozionale Sri Mandir.

Il riassetto amplia anche la squadra senior che guiderà il nuovo veicolo. Accanto ad Aggarwal ci saranno Prateek Jain, entrato in Fundamentum fin dalla nascita, l’investitore fintech Mayank Kachhwaha, arrivato prima del secondo fondo, e il responsabile finanziario Sanjay Chaturvedi, presente nella società da quasi un decennio. La struttura segnala una maggiore distribuzione delle responsabilità di investimento mentre Nilekani assume un ruolo meno formale ma ancora influente.

Il terzo fondo punta su consumer tech, fintech e applicazioni AI indiane

Il terzo fondo punta a sostenere tra 8 e 10 startup early-stage impegnate in tecnologia consumer, fintech e prodotti di intelligenza artificiale. Gli assegni iniziali previsti sono di circa 100 crore di rupie, pari a circa 10,5 milioni di dollari ciascuno. La società non ha ancora annunciato un primo closing, ma ha già iniziato a impiegare capitale; Aggarwal prevede che la raccolta possa concludersi nei prossimi 12-18 mesi.

Per Nilekani, il Fund III rappresenterà il maggiore impegno mai assunto in un fondo di venture capital, anche se l’importo non è stato comunicato. Fundamentum prevede di raccogliere circa metà del target da investitori internazionali e il resto da istituzioni indiane, family office, fondatori e partner della società. Aggarwal ha collegato questa composizione all’evoluzione del venture capital in India: rispetto alla metà degli anni Duemila, quando il capitale arrivava soprattutto dagli Stati Uniti, oggi gli investitori domestici hanno un peso molto più marcato.

Il capitale domestico pesa sempre di più nel venture capital indiano

La tesi d’investimento guarda anche al modo in cui l’ecosistema AI indiano si sta formando. Fundamentum vede le maggiori opportunità nelle applicazioni costruite su modelli globali già esistenti, in particolare nei servizi finanziari, nei contenuti e nelle app consumer in lingue locali. È una traiettoria diversa da quella osservata negli Stati Uniti e in Cina, dove grandi capitali si sono concentrati sui modelli frontier. La società arriva a questo nuovo ciclo dopo 17 investimenti nei primi due fondi, con circa metà del capitale del primo fondo già restituito agli investitori e il secondo ormai focalizzato sui follow-on.

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