FACUA-Consumidores en Acción ha denunciato Movistar all’Agenzia spagnola per la protezione dei dati, contestando all’operatore di avere negato a un ex cliente l’accesso alle proprie informazioni personali dopo la cessazione del contratto. I dati, secondo la denuncia resa pubblica il 13 agosto 2026, sarebbero rimasti nei database della società, pur non essendo più consultabili dalla persona alla quale si riferivano.
Il punto centrale riguarda la distanza tra conservazione dei dati ed esercizio del diritto di accesso. FACUA sostiene che la conclusione del rapporto commerciale sia stata utilizzata per impedire all’utente di ottenere le informazioni, senza che Movistar avesse però smesso di conservarle. La cancellazione del servizio avrebbe quindi chiuso il canale di consultazione per il cliente, non la permanenza dei suoi dati nei sistemi dell’operatore.
Alla contestazione si aggiunge la procedura scelta per verificare l’identità dell’interessato. Movistar avrebbe richiesto un’immagine del DNI, il documento nazionale d’identità spagnolo, nonostante l’utente stesse contattando l’azienda dallo stesso numero di telefono impiegato per registrarsi e sottoscrivere il servizio. Per FACUA, proprio questa corrispondenza rappresentava già un collegamento diretto tra la linea e il suo titolare.
La richiesta della copia del documento diventa così uno degli elementi più circostanziati della denuncia. L’associazione non contesta soltanto il rifiuto opposto all’ex cliente, ma anche la raccolta di un’ulteriore informazione personale durante la procedura di riconoscimento. Il nodo coinvolge il principio di verifica dell’identità e la proporzionalità dei dati richiesti quando l’impresa dispone già di un elemento associato all’utenza.
Il caso si inserisce in un quadro più ampio di controversie sulle modalità con cui aziende e amministrazioni chiedono informazioni personali. Una pronuncia della Corte Suprema, emessa in aprile, ha stabilito che gli obblighi previsti dal GDPR sorgono dal momento in cui un’organizzazione richiede quei dati, anche se l’interessato non arriva poi a consegnarli. L’attenzione giuridica si sposta quindi già sulla fase della domanda, prima ancora dell’effettiva acquisizione.
Negli ultimi mesi sono inoltre emersi procedimenti e decisioni riguardanti la richiesta o la trasmissione di documenti identificativi, compresi episodi di DNI esposti online. In questo contesto, ogni passaggio della gestione informativa — raccolta, archiviazione, verifica e accesso — può produrre una diversa area di rischio. La denuncia contro Movistar riunisce due di questi passaggi: l’impossibilità di consultare dati già conservati e la richiesta di un nuovo documento per riconoscere il titolare.
Per le imprese che gestiscono rapporti continuativi con milioni di utenze, la cessazione di un contratto non coincide automaticamente con la fine degli obblighi sui dati personali. Il confronto aperto da FACUA mette sotto esame la continuità dei diritti degli ex clienti e le procedure utilizzate per autenticarli. Conservare le informazioni, bloccarne la consultazione e domandarne altre per riaprire l’accesso sono operazioni distinte, ma la loro combinazione determina il trattamento complessivo riservato all’utente.