Microsoft è intervenuta sul caso dei monitor LG che installano automaticamente sui computer Windows un’app capace di mostrare pubblicità. Dopo le segnalazioni degli utenti, il produttore ha accettato di disattivare dall’applicazione il popup che propone una prova gratuita di McAfee per 30 giorni. La misura elimina il messaggio più contestato, ma non il meccanismo che consente a una periferica di aggiungere software al PC senza una richiesta esplicita.
Al centro della vicenda c’è LG Monitor App Installer, distribuita attraverso Windows Update insieme agli aggiornamenti dei driver del monitor. Una volta presente nel sistema, l’applicazione propone software supportato dal dispositivo tramite notifiche visualizzate nell’angolo inferiore destro dello schermo. Diversi utenti hanno riferito che l’installazione è avvenuta senza un avviso preventivo né una domanda di autorizzazione chiaramente visibile.
Il comportamento è stato riprodotto su più sistemi Windows 11 durante una prova del monitor da gaming LG UltraGear 3GX900A-B, acquistato per 1.200 dollari e sceso a 600 dollari due giorni più tardi. Steve Burke, direttore responsabile di Gamers Nexus, ha dichiarato che il popup compariva “a ogni singolo avvio”. Nella maggior parte dei casi mostrava la promozione McAfee; più raramente proponeva LG Switch, LG Calibration Studio, LG Dual Controller e LG Channels.
La risposta è arrivata da Pavan Davuluri, vicepresidente esecutivo responsabile di Windows e dispositivi. Il manager ha spiegato che Microsoft ha contattato il team LG e che, come primo intervento immediato, l’azienda ha accettato di disabilitare il popup McAfee. Davuluri ha inoltre indicato l’obiettivo condiviso di migliorare l’esperienza dei clienti comuni e di proseguire il lavoro con i partner dell’ecosistema.
La rimozione dell’annuncio non chiude tuttavia il problema del software installato automaticamente. Le segnalazioni relative a LG Monitor App Installer circolano da mesi e la pratica potrebbe essere attiva da anni: Burke ha riferito di avere iniziato a vedere il popup anche su monitor LG acquistati tre anni prima. Un recente aggiornamento dell’applicazione, nel cui changelog McAfee figurava come applicazione aggiuntiva, potrebbe avere ampliato la platea esposta ai messaggi promozionali.
Le perplessità riguardano anche la privacy e l’ampiezza delle autorizzazioni. Una volta installata, l’app avrebbe tecnicamente il permesso di utilizzare tutte le risorse del sistema e di raccogliere categorie di informazioni quali geolocalizzazione, dati del dispositivo, attività online, contatti, credenziali e transazioni. Per utenti che hanno speso anche più di 1.000 dollari per un monitor, la comparsa forzata di annunci dentro Windows trasforma un aggiornamento apparentemente tecnico in un punto di accesso commerciale al computer.
Il funzionamento rientra nelle possibilità previste per le app UWP dei dispositivi. Microsoft consente infatti a queste applicazioni di installarsi automaticamente quando la periferica viene collegata, se l’utente non ha escluso le impostazioni consigliate durante la configurazione, dispone di una connessione Internet ed è autenticato nel Microsoft Store. L’installazione può avvenire senza notifica, una modalità che la stessa documentazione per sviluppatori riconosce come potenzialmente confusa e frustrante per gli utenti.
Pratiche analoghe hanno coinvolto in passato altri produttori di periferiche e componenti, ma nel caso dei monitor il contrasto appare più netto: molti modelli non richiedono un’applicazione complementare per svolgere la loro funzione principale. L’intesa tra Microsoft e LG spegne la pubblicità McAfee, mentre resta aperta la questione più ampia del consenso dell’utente: chi controlla quali programmi una periferica può portare dentro Windows e con quali permessi.