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L’UE prepara nuovi limiti ai social per i minori

La Commissione europea valuta limiti d’età, accesso graduale e nuovi obblighi di sicurezza per proteggere bambini e adolescenti sui social.

13 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
L’UE prepara nuovi limiti ai social per i minori
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L’Unione europea prepara una possibile stretta sull’accesso di bambini e adolescenti ai social media. Le opzioni allo studio comprendono limiti di età, un divieto completo per alcune fasce e un sistema di accesso progressivo. Alle piattaforme potrebbe inoltre essere richiesto di dimostrare che i propri servizi non siano dannosi prima di poterli offrire agli utenti più giovani, spostando sulle aziende una parte sostanziale della responsabilità per la sicurezza.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha spiegato che l’esecutivo comunitario potrebbe presentare una nuova proposta legislativa nel giro di pochi mesi, dopo aver esaminato le raccomandazioni elaborate da un gruppo di esperti. «Non si tratta di stabilire se i bambini possano accedere ai social media. Si tratta di capire quando i social media possano accedere ai nostri figli», ha dichiarato, indicando il principio politico che guiderà il lavoro della Commissione.

Il gruppo propone un modello scandito per età: nessuno schermo sotto i 3 anni, navigazione su Internet sotto supervisione per i minori di 13 anni e restrizioni mirate anche per gli adolescenti più grandi. Non emerge quindi una sola soglia valida per tutti, ma un percorso nel quale autonomia e accesso aumentano gradualmente. Von der Leyen ha espresso sostegno anche alla richiesta di imporre alle piattaforme una prova preventiva della sicurezza dei servizi destinati ai giovani.

L’Europa valuta un accesso ai social graduale e differenziato per età

La Commissione valuterà il rapporto e tornerà con eventuali proposte dopo l’estate. L’iter, tuttavia, sarebbe ancora lungo: qualsiasi nuova legge dovrebbe ricevere l’approvazione del Parlamento europeo e dei 27 Paesi membri prima di entrare in vigore nell’intero blocco. Una proposta formale dell’esecutivo darebbe comunque maggiore slancio alle iniziative internazionali che puntano a ridurre o regolare l’uso dei social media da parte dei minori.

Il possibile intervento europeo si inserirebbe infatti in un quadro più ampio, nel quale anche Regno Unito e Australia hanno avviato proposte o applicato regole rivolte all’accesso dei giovani alle piattaforme. Il modello discusso a Bruxelles aggiunge però un elemento particolarmente impegnativo per l’industria: non sarebbe sufficiente applicare un requisito anagrafico, perché i gestori potrebbero dover documentare che design, funzioni e meccanismi di utilizzo non espongano gli utenti più giovani a rischi.

Le piattaforme potrebbero dover dimostrare la sicurezza dei servizi per i minori

La pressione regolatoria è già visibile nell’applicazione del Digital Services Act. Un’indagine preliminare nell’UE ha riscontrato una violazione da parte di Meta legata al design considerato «addictive» di Facebook e Instagram. Una conclusione analoga è stata formulata anche nei confronti di TikTok. Questi procedimenti collegano direttamente la tutela dei minori alle scelte con cui le piattaforme progettano l’esperienza, trattengono l’attenzione e favoriscono l’interazione continuativa.

La tutela dei giovani entra direttamente nelle scelte di design dei social

Per le imprese digitali, lo scenario delineato implica possibili interventi su verifica dell’età, impostazioni predefinite, controllo parentale e progettazione dei prodotti. Per famiglie e utenti, l’orientamento europeo promette regole differenziate in base alla maturità, anziché un’unica soluzione. Il passaggio decisivo sarà la traduzione delle raccomandazioni in una proposta concreta: da quel momento il confronto si sposterà sui criteri con cui misurare la sicurezza delle piattaforme e sulle prove richieste agli operatori.

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