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Liux sfida le microcar cinesi con la Big sostenibile

La startup spagnola Liux punta su materiali riciclabili, produzione snella e dimensioni urbane per sfidare le microcar elettriche cinesi.

31 ago 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Liux sfida le microcar cinesi con la Big sostenibile
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La startup spagnola Liux prepara il debutto della Big, una microcar elettrica che punta a ritagliarsi spazio nelle città europee facendo leva su sostenibilità, manutenzione semplificata e dimensioni compatte. Ottenuta nel 2026 l’omologazione valida in tutta Europa, l’azienda prevede di avviare le vendite nel primo semestre del 2027, con un prezzo inferiore a 18.000 euro prima degli eventuali incentivi.

La sfida si inserisce in un mercato nel quale la crescente domanda europea di vetture ultracompatte ha favorito l’avanzata dei piccoli veicoli elettrici cinesi. La stessa Smart ha trasferito la produzione in Cina. Liux prova a differenziarsi senza inseguire l’idea di una filiera interamente continentale: «L’idea di un’auto europea non esiste», ha affermato il cofondatore e amministratore delegato Antonio Espinosa de los Monteros, spiegando che una catena di fornitura completamente sovrana non è considerata realistica.

La strategia consiste quindi nel gestire le dipendenze internazionali mantenendo la sostenibilità come criterio progettuale. Le batterie non sono prodotte in Europa, ma possono essere ricaricate a casa, anche con energia proveniente da pannelli solari. L’auto è inoltre concepita per risultare semplice da manutenere e per evitare i rapidi cicli di obsolescenza delle vetture moderne. L’elemento più distintivo è la carrozzeria in fibra, realizzata con un biocomposito a base di lino studiato per consentire l’estrazione e il riciclo successivo del materiale.

La sostenibilità entra nel progetto dell’auto, non soltanto nella scelta dei materiali

Per Espinosa de los Monteros, la riciclabilità non dipende soltanto dalla possibilità teorica di trattare un materiale in laboratorio, ma dal modo in cui il prodotto viene costruito. Componenti e materie prime devono conservare la propria integrità per poter avere una seconda vita. È il principio della circolarità reale, già al centro dell’esperienza maturata dal manager con Auara, la B Corp spagnola di acqua minerale naturale in bottiglie riciclate e riciclabili, ceduta in seguito a un operatore più grande.

Il cofondatore David Sancho porta invece nel progetto l’esperienza nell’ingegneria dei veicoli elettrici a basse emissioni. Prima di Liux aveva lavorato alla Bóreas, supercar ibrida presentata alla 24 Ore di Le Mans nel 2017. Le competenze dei due fondatori erano confluite inizialmente nella Liux Animal, un prototipo elettrico a cinque posti costruito quasi interamente con materiali riciclati o di origine vegetale. Dopo la presentazione del SUV nel 2022, l’azienda ha però cambiato rotta, giudicando più accessibile l’omologazione di un veicolo più piccolo.

Liux punta a produrre 20.000 microcar l’anno entro il 2030

La Big viene assemblata attraverso tre strutture spagnole, compreso lo stabilimento di Azuqueca de Henares, mentre l’organico ha raggiunto 65 dipendenti. La fabbrica completa soltanto le fasi finali del processo e adotta i principi di lean management di Toyota. Nonostante le dimensioni contenute dell’impianto, Liux stima che la capacità produttiva possa arrivare a 20.000 vetture l’anno entro il 2030.

La domanda effettiva resta da misurare, ma oltre 7.500 persone si sono iscritte gratuitamente alla lista d’attesa. I dati raccolti delineano soprattutto un cittadino tra i 55 e i 60 anni, suggerendo che la Big potrebbe essere utilizzata frequentemente come seconda auto familiare. Liux mantiene aperta anche la possibilità di collaborare con gestori di flotte B2B e con partner capaci di contribuire, in prospettiva, allo sviluppo di funzionalità autonome.

La Big cerca leggerezza urbana senza rinunciare a stabilità e sicurezza

Omologata nella categoria L7e, la microcar integra un bagagliaio da 260 litri e cerca di offrire sensazioni più vicine a quelle di un’automobile che a quelle di un veicolo a due ruote. Il progetto dedica particolare attenzione alla stabilità e alla resistenza della struttura: pur non essendo obbligatori i crash test per questa categoria, Liux ha sottoposto la Big a prove di slalom, frenata e altre manovre. È su questo equilibrio tra leggerezza, sicurezza, praticità urbana e materiali recuperabili che la startup costruisce la propria alternativa ai concorrenti cinesi.

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