News

L'industria musicale lancia due etichette per l'AI

IFPI, RIAA e altre organizzazioni propongono due etichette volontarie per distinguere la musica generata dall’AI da quella soltanto assistita.

13 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
L'industria musicale lancia due etichette per l'AI
Condividi

L’industria musicale prova a rendere più trasparente l’impiego dell’intelligenza artificiale con un sistema condiviso di etichette. La proposta, promossa da IFPI e RIAA insieme ad alcune delle maggiori organizzazioni del settore, distingue tra brani interamente generati attraverso l’AI e opere nelle quali la tecnologia ha svolto soltanto una funzione di supporto al processo creativo.

Lo standard, per ora volontario, introduce due indicazioni: AI-Generated e AI-Assisted. La prima si applica alle tracce create completamente a partire da prompt oppure caratterizzate da voci principali, o parti strumentali considerate essenziali, prodotte dall’intelligenza artificiale. La seconda identifica invece le canzoni nelle quali l’AI ha contribuito alla realizzazione, mentre la performance centrale rimane opera di musicisti umani.

All’iniziativa partecipano anche i Grammys, A2IM, WIN, IMPALA, SAG-AFTRA e la Human Artistry Campaign. L’obiettivo dichiarato è favorire un’adozione ampia e globale delle etichette, coinvolgendo i servizi musicali digitali e gli altri operatori della filiera. Una classificazione comune potrebbe così offrire a piattaforme e partner un linguaggio uniforme, evitando definizioni differenti per descrivere forme di produzione tecnologicamente molto diverse.

Due etichette distinguono la generazione integrale dall’assistenza creativa dell’AI

La distinzione punta soprattutto a rispondere alla richiesta di chiarezza degli ascoltatori. La CEO di IFPI Vikki Oakley e il presidente e CEO di RIAA Mitch Glazier hanno affermato che i fan vogliono sapere se e in quale modo l’AI generativa sia stata usata nella musica che ascoltano. Le due etichette, hanno spiegato, sono state concepite come uno strumento immediatamente comprensibile e facilmente scalabile, in un mercato nel quale autenticità e creatività umana mantengono un peso centrale.

Anche Noemí Planas, CEO di Worldwide Independent Network, ha legato la trasparenza alla fiducia tra artisti e pubblico. Un’etichettatura chiara dei contenuti generati dall’AI, secondo Planas, sostiene l’approccio incentrato sulle persone e sulla sicurezza promosso dalla comunità indipendente attraverso i WIN Principles for Generative AI. L’adozione di standard condivisi viene quindi presentata come uno strumento per gestire responsabilmente la tecnologia senza spostare la creatività fuori dal processo.

Su Deezer l’AI supera il 44% dei caricamenti quotidiani

La pressione sulle piattaforme è alimentata dalla crescita dei caricamenti automatizzati. Il servizio francese Deezer ha dichiarato che le tracce generate dall’AI rappresentano ormai oltre il 44% di tutti i contenuti caricati quotidianamente. Apple Music ha invece indicato che più di un terzo dei brani caricati sulla propria piattaforma è classificato come 100% AI. La scala del fenomeno rende sempre più difficile trattare tutti i contenuti sintetici come un’unica categoria.

L’etichettatura è già una delle risposte operative adottate dal settore. Deezer ha iniziato a contrassegnare automaticamente i brani interamente generati dall’AI individuati sulla propria piattaforma, escludendoli dai pagamenti delle royalty e dalle playlist editoriali. La società ha inoltre reso disponibile gratuitamente un rilevatore online capace di verificare se le tracce presenti nelle playlist degli utenti, comprese quelle ospitate da servizi concorrenti, siano state prodotte attraverso l’intelligenza artificiale.

La trasparenza diventa il nuovo terreno di fiducia tra artisti e ascoltatori

Il sistema proposto separa dunque l’automazione integrale dalla collaborazione tra musicisti e strumenti generativi, evitando che un intervento accessorio venga equiparato alla produzione sintetica di voce o parti decisive. La sua efficacia dipenderà dalla adozione globale da parte delle piattaforme e degli operatori, oltre che dalla capacità di applicare le definizioni in modo coerente. Per ascoltatori e artisti, le due etichette delineano intanto una prima grammatica comune della trasparenza musicale nell’era dell’AI.

Articoli Correlati