Lego porta Donkey Kong nel mondo delle costruzioni con un cabinato arcade da 200 dollari, progettato per riprodurre in forma meccanica la sfida originale tra Jumpman e una sequenza apparentemente infinita di barili. Il set sarà disponibile dal 1° agosto e non si limita a ricostruire l’aspetto della macchina da sala giochi: integra infatti un sistema interattivo essenziale, ma pienamente funzionante, che permette di controllare il personaggio e azionare gli ostacoli.
Il modello non replica integralmente le regole del videogioco. Jumpman, il personaggio che in seguito sarebbe stato ribattezzato Mario, non può raggiungere autonomamente la sommità del percorso. Il cabinato offre comunque un gioco funzionante: un joystick sposta la figura leggermente a destra e a sinistra, mentre un pulsante consente di farla saltare. Una leva separata libera i barili, trasformando la costruzione in una piccola macchina analogica basata su gravità, leve e movimento dei mattoncini.
Il cuore del progetto è il circuito infinito dei barili. Il meccanismo funziona come una pompa: una colonna di 14 barili risale lungo il fianco del modello e, ogni volta che la leva viene tirata, un elemento entra dal basso mentre un altro viene espulso dalla parte superiore. Il sistema contiene complessivamente 20 barili, lasciandone fino a sei contemporaneamente in movimento sulle rampe. Arrivati in fondo, vengono raccolti in una tramoggia collegata alla pompa e riportati nel circuito.
Per costruire il flusso sono stati utilizzati gli stessi barili introdotti da Lego nel 1989 con i primi set dedicati ai pirati. Merriam, designer del modello, ha spiegato che la difficoltà principale consisteva nel farli scendere abbastanza lentamente, evitando arresti e incastri. Il risultato è arrivato dopo aver fatto rotolare migliaia di barili lungo le piste e aver sperimentato gradini, stud, pendenze, archi e componenti di spessore differente.
Anche Nintendo ha partecipato al processo di sviluppo, fornendo indicazioni specifiche. Una richiesta riguardava i barili velenosi, che dovevano risultare più pesanti di quelli normali: Lego ha risolto inserendo al loro interno teste da Minifigure. Merriam non ha ancora incontrato Shigeru Miyamoto, creatore di Donkey Kong e Mario, ma ha riferito di aver saputo che il designer giapponese sarebbe molto soddisfatto dell’esecuzione del set.
La ricerca della soluzione meccanica ha attraversato ipotesi più complesse, dai sistemi capaci di sparare un barile verso l’alto agli ingranaggi a vite e alle leve per moltiplicare la forza. La risposta finale è stata più semplice: aumentare il numero di barili. Per regolarne la discesa sono state impiegate anche travi Lego Technic, leggermente più sottili dei mattoncini tradizionali. Il nuovo elemento Jumpman è inoltre rimovibile, permettendo di spostarlo manualmente fino a Pauline.
Il movimento del personaggio segue la stessa filosofia analogica. Il joystick aziona una lunga leva collocata sul retro, mentre il pulsante del salto adotta un principio simile a quello di un tasto di pianoforte: premendolo, un bilanciere spinge verso l’alto l’asta su cui è montato Jumpman; rilasciandolo, la gravità riporta la figura in posizione. Il cabinato sarà proposto anche a 270 dollari canadesi, 150 sterline, 170 euro e 280 dollari australiani, collocandosi nella linea dei set Lego interattivi che trasformano meccanismi elementari in esperienze di gioco fisiche.