L’intelligenza artificiale sta diventando una competenza ordinaria anche nei mestieri creativi e commerciali. Nel primo trimestre dell’anno fiscale 2027, la presenza di skill legate all’AI nei profili di chi opera in pubblicità e comunicazione è cresciuta del 42% su base annua. Il dato emerge dall’Apna AI Readiness Pulse 2026, l’analisi condotta dalla piattaforma indiana per talenti nelle prime fasi della carriera sui profili dei candidati e sugli annunci di lavoro pubblicati nel proprio ecosistema.
La progressione non riguarda soltanto il settore pubblicitario. Le citazioni di competenze AI sono aumentate del 40% nei profili di content, editoria e giornalismo e del 36% nel marketing, nella gestione del brand e nel digital marketing. L’AI entra così nell’insieme degli strumenti utilizzati per creare contenuti, costruire marchi, comunicare con il pubblico e gestire le attività digitali, estendendosi oltre l’associazione tradizionale con il software e le professioni tecnologiche specialistiche.
La penetrazione più elevata resta nelle aree tecniche: in Data Science & Analytics le competenze AI compaiono nel 66,6% dei profili, mentre nel software engineering la quota raggiunge il 28,5%. I ritmi di crescita più marcati interessano però anche funzioni aziendali prive di una componente primaria di programmazione. Nel product management, per esempio, la quota dei profili con skill AI è passata dal 28,57% del primo trimestre fiscale 2026 al 50% nello stesso periodo del 2027, con un incremento annuo del 75%.
Nel complesso, le menzioni di competenze AI sui profili presenti su Apna sono aumentate di quasi il 18% su base annua. La crescita attraversa i livelli di istruzione: tra i candidati con formazione post-laurea l’incremento è stato di circa il 27%, contro il 15,7% registrato nei profili dei laureati. Il segnale è ancora più netto tra chi entra nel mercato del lavoro: la quota di profili junior che cita capacità legate all’AI è salita del 20%, mentre tra i professionisti esperti l’aumento si è fermato all’11%.
Alla maggiore disponibilità di competenze si accompagna la domanda delle imprese. Gli annunci per posizioni legate all’AI sulla piattaforma sono più che raddoppiati tra gli anni fiscali 2025 e 2026. Nel primo trimestre fiscale 2027 hanno poi registrato una crescita annua del 112%. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle operazioni quotidiane amplia quindi il numero di ruoli nei quali diventa utile saper lavorare con questi strumenti, senza circoscrivere la trasformazione a una categoria separata di specialisti.
Il fenomeno si sta inoltre distribuendo oltre i maggiori poli occupazionali e tecnologici dell’India. Nelle città Tier-1, che conservano la quota più alta di profili con competenze AI, l’aumento annuo è stato del 14%. Nei centri Tier-2 la crescita ha raggiunto invece il 20%. Tra le città analizzate, Lucknow guida con il 54%, seguita da Bhopal con il 42% e Jaipur con il 31%; tra i grandi centri, Ahmedabad ha segnato un incremento del 46%.
Per Kartik Narayan, CEO di Apna, l’AI sta diventando parte della grammatica stessa del lavoro, come la familiarità digitale per una generazione precedente. La sfida indicata dal manager è rendere questa trasformazione inclusiva, evitando che le capacità AI restino concentrate tra lavoratori urbani o con formazione tecnica. Per pubblicitari, marketer e professionisti dei contenuti, il vantaggio competitivo si sposta dalla semplice conoscenza degli strumenti alla capacità di applicarli con creatività, comprensione dei consumatori e giudizio responsabile, adattandoli a problemi concreti e alla produzione di valore.