Tecnologia

Kinetic IT porta l'AI nelle infrastrutture critiche

Kinetic IT avvia una divisione di AI engineering per portare soluzioni production-ready in governo, utility, aviazione e infrastrutture critiche.

08 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Kinetic IT porta l'AI nelle infrastrutture critiche
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Kinetic IT ha avviato una divisione dedicata ad AI engineering e piattaforme, segnando il passaggio da un approccio centrato sulla consulenza a una fase più operativa: costruire e distribuire soluzioni di intelligenza artificiale pronte per la produzione. Alla guida della nuova practice è stato nominato Marcio Sete, chiamato a sviluppare la capacità ingegneristica dell’azienda e a seguire direttamente gli ingaggi con i clienti.

La nuova unità nasce per supportare agenzie governative e operatori di infrastrutture critiche nell’adozione dell’AI in ambienti operativi reali. Il perimetro indicato da Kinetic IT è preciso: sicurezza, governance e risultati di business misurabili. Non si tratta quindi di sperimentare casi d’uso in laboratorio, ma di portare sistemi utilizzabili dentro organizzazioni complesse, spesso soggette a requisiti elevati di affidabilità e controllo.

La divisione è collocata all’interno dell’Office of the Chief Transformation Officer, una scelta che colloca l’AI nel cuore dei processi di trasformazione aziendale. Il mandato non riguarda solo la tecnologia in senso stretto, ma anche la capacità di inserirla nei flussi operativi dei clienti, dove l’impatto dipende dalla qualità dell’integrazione con persone, dati, piattaforme e procedure già esistenti.

L’AI enterprise passa dai prototipi agli ambienti operativi mission-critical

Uno degli elementi centrali del modello è l’approccio dei forward-deployed engineer. Kinetic IT prevede che ingegneri AI senior lavorino fianco a fianco con i team dei clienti per progettare, costruire e implementare soluzioni all’interno delle loro organizzazioni. È un modello diverso dalla consulenza a distanza: riduce la separazione tra chi disegna la soluzione e chi deve farla funzionare in contesti mission-critical.

Il primo nucleo sarà composto da quattro forward-deployed engineer, destinati a sostenere clienti nei settori aviazione, utility, governo e risorse. L’azienda indica un raggio d’azione ampio: organizzazioni attive in oltre 2.600 siti a livello nazionale. Il dato suggerisce un campo applicativo distribuito, in cui l’AI deve adattarsi a sedi, sistemi e livelli di maturità operativa differenti.

Gli ingegneri lavoreranno dentro i team dei clienti, non solo da remoto

Secondo Kishore Jayaram, chief transformation officer di Kinetic IT, i clienti chiedono sempre più risultati concreti dall’AI e non altri proof-of-concept. Le organizzazioni cercano partner in grado di comprendere le loro attività e di aiutarle a distribuire l’AI in modo sicuro dentro ambienti complessi e mission-critical. In questa lettura, la fase della dimostrazione tecnologica lascia spazio a una domanda più pragmatica: far funzionare l’AI dove errori, interruzioni e mancanza di governance hanno conseguenze operative.

Jayaram collega l’inserimento di ingegneri esperti nei team dei clienti alla necessità di affrontare problemi operativi mantenendo sicurezza, governance e affidabilità. Per settori altamente regolati, l’adozione dell’AI non può dipendere solo dalla capacità del modello o dalla disponibilità dei dati: servono controlli, responsabilità chiare e architetture in grado di reggere l’uso quotidiano. È qui che la promessa dell’AI enterprise viene misurata, più che nella fase di prototipo.

La sfida è rendere l’AI sicura, governata e pronta per la produzione

Sete porta in Kinetic IT esperienza in progetti di enterprise AI, data engineering e platform engineering. La sua sintesi è netta: molte organizzazioni sanno già dove l’AI potrebbe creare valore, ma la difficoltà è trasformare quelle opportunità in soluzioni sicure, pronte per la produzione e compatibili con ambienti operativi complessi. La nuova divisione di Kinetic IT si posiziona esattamente su questo passaggio, dove l’AI smette di essere una prova tecnica e diventa una capacità industriale da governare nel tempo.

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