Jio Platforms debutta in Borsa con un rialzo del 21%, dopo aver raccolto 3,2 miliardi di dollari nella maggiore offerta pubblica iniziale indiana. La società di telecomunicazioni e servizi digitali del miliardario Mukesh Ambani, partecipata da Meta e Google, ha attirato richieste degli investitori per oltre 77 miliardi di dollari. L’esordio di mercoledì porta sul mercato azionario un gruppo che affianca alla telefonia attività nella banda larga, nel cloud e nell’intelligenza artificiale.
Le azioni hanno aperto a 1.358 rupie, contro le 1.119 rupie fissate per il collocamento. Il prezzo iniziale ha attribuito alla società una valutazione di circa 12.500 miliardi di rupie, equivalenti a 131,9 miliardi di dollari. Jio diventa così la seconda società quotata di maggior valore in India, preceduta dalla controllante Reliance Industries, che vale circa 16.000 miliardi di rupie, pari a 168,6 miliardi di dollari. La quotazione colloca quindi due società dello stesso gruppo ai vertici del listino indiano per capitalizzazione.
L’offerta, aperta dal 21 al 22 ottobre, ha ricevuto richieste per 22,19 volte il numero di azioni disponibili, secondo i dati di Borsa. Le persone che hanno presentato domanda sono state oltre 13,8 milioni. Si tratta dell’offerta azionaria con il maggior livello di sottoscrizione mai registrato nel Paese: alla dimensione della raccolta si è accompagnata una partecipazione estesa degli investitori, interessati ad acquistare una quota del principale operatore telefonico indiano.
La crescita industriale di Jio è iniziata nel 2016, con l’ingresso in un mercato delle telecomunicazioni già affollato. Dati gratuiti e servizi a basso costo hanno permesso alla società di conquistare rapidamente clienti di Bharti Airtel, Vodafone Idea e dell’operatore pubblico BSNL. Alla cerimonia di quotazione, l’amministratore delegato Akash Ambani ha dichiarato che le piattaforme del gruppo servono oltre 540 milioni di clienti. I prezzi sono ormai sostanzialmente allineati a quelli dei concorrenti, mentre l’attività si è estesa oltre la telefonia.
Nell’esercizio chiuso a marzo 2026, Jio ha registrato ricavi per 1.470 miliardi di rupie, circa 15,5 miliardi di dollari, e un utile di 300,5 miliardi di rupie, circa 3,2 miliardi di dollari. Entrambe le voci sono cresciute di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Nel trimestre di giugno, l’aumento dei ricavi è stato vicino al 12%, mentre l’utile è salito del 9%. La quotazione arriva dunque dopo risultati annuali e trimestrali entrambi in crescita.
La destinazione principale della raccolta sarà il rimborso del debito. Jio prevede di impiegare fino a 275 miliardi di rupie, circa 2,9 miliardi di dollari, per ridurre l’indebitamento della controllata telefonica Reliance Jio Infocomm; la parte restante finanzierà finalità aziendali generali. Al 30 giugno i finanziamenti complessivi di Jio ammontavano a 613,7 miliardi di rupie, circa 6,5 miliardi di dollari. L’operazione lega così l’accesso al mercato azionario al rafforzamento finanziario dell’attività telefonica.
Tra gli azionisti figurano Meta e Google, entrate nel capitale durante la pandemia nel 2020 con investimenti rispettivamente di 5,7 e 4,5 miliardi di dollari. In quella fase Jio era stata valutata fino a 4.910 miliardi di rupie, circa 65 miliardi di dollari al cambio dell’epoca. Anche General Atlantic, Silver Lake e Vista Equity Partners avevano investito nella società. Nessuno di questi investitori ha venduto azioni nell’IPO, composta interamente da azioni di nuova emissione: la raccolta è destinata alla società.
Alla guida operativa, Akash Ambani, primogenito di Mukesh, sta assumendo maggiori responsabilità mentre il padre affida progressivamente nuovi incarichi alla generazione successiva della leadership di Reliance. Durante la cerimonia di quotazione ha indicato l’obiettivo di trasformare Jio in una società tecnologica globale. La sua ambizione è che, tra le grandi aziende tecnologiche riconosciute nel mondo, trovi posto un’impresa indiana chiamata Jio Platforms Limited.