I furti di attrezzature destinate ai data center passano anche dalla falsificazione del GPS: in uno dei colpi più ingenti, le coordinate del carico sarebbero state manipolate per ingannare il monitoraggio digitale. Da giugno, il valore della merce sottratta supera i 100 milioni di dollari, secondo le informazioni raccolte presso investigatori e operatori del settore. Nel mirino finiscono server, cavi in fibra ottica, chip di memoria, fili di rame e macchine per il mining di bitcoin.
La preparazione può iniziare dai portali che mettono in contatto intermediari e trasportatori. I criminali compromettono gli account degli intermediari e pubblicano spedizioni inesistenti, attirando le offerte delle imprese di autotrasporto. Alle aziende che rispondono inviano un collegamento malevolo: il clic permette di installare software con cui prendere il controllo dei loro account e candidarsi per trasporti reali. Il ritiro viene affidato a un autista ignaro oppure a un complice assunto con documenti falsi; successivamente, la merce passa a un conducente della banda.
Un carico di apparecchiature server del valore di 13 milioni di dollari era diretto a Fayetteville, in Georgia, sede di uno dei maggiori progetti di sviluppo di data center del Paese. Due poliziotti fuori servizio, ingaggiati come scorta, hanno perso di vista il rimorchio dopo che una berlina senza contrassegni ha urtato la loro auto, costringendoli a fermarsi. Per Gerardo Pachuca, investigatore privato ed ex agente del dipartimento dello sceriffo di Los Angeles, lo scontro era intenzionale e serviva a neutralizzare la scorta.
Una dinamica analoga ha accompagnato una spedizione dalla California al Texas, con componenti per rack server stimati intorno ai 10 milioni di dollari. Un SUV ha colpito il veicolo della sicurezza mentre il rimorchio proseguiva. In questo caso un'applicazione sorvegliava la posizione del carico, ma le coordinate di tracciamento risultavano apparentemente falsificate. In entrambi gli episodi le attrezzature non sono state recuperate. Gli attacchi violenti alle scorte restano episodi isolati all'interno della più ampia crescita dei furti tecnologici.
Le tecniche digitali comprendono anche intrusioni nelle caselle email per individuare le spedizioni più redditizie, dirottamenti dei carichi e impiego dell'intelligenza artificiale per creare patenti false. Il sergente David Pantoja, del dipartimento dello sceriffo di Los Angeles, descrive queste modalità come ormai prevalenti, segnando un cambiamento rispetto ai furti soprattutto opportunistici del passato. Dal 2025 si contano quasi due dozzine di episodi in Stati fra cui California, Texas e Utah: la selezione del bersaglio può quindi precedere il viaggio.
I recuperi mostrano come il fenomeno coinvolga spedizioni diverse. In Illinois, due carichi ritrovati contenevano bobine di rame per circa 300.000 dollari e attrezzature modulari di alimentazione per data center, realizzate su misura, per circa un milione. Nella contea di Los Angeles sono stati recuperati sistemi di raffreddamento destinati a Deepcool AI insieme a televisori, scarpe, stampanti, altoparlanti, cosmetici e bustine di nicotina. I carichi misti espongono così al furto anche merci estranee all'infrastruttura informatica.
La destinazione delle attrezzature rubate segue circuiti meno visibili dei comuni annunci online. Secondo gli investigatori, i carichi possono essere smontati e rivenduti attraverso mercati grigi a imprese tecnologiche che cercano componenti economici di provenienza dubbia. In molti casi un compratore estero sarebbe già individuato prima del furto, anche in aree con restrizioni all'accesso alla tecnologia statunitense avanzata, come la Cina. Keith Lewis, responsabile operativo di Verisk CargoNet, paragona il valore di questi bersagli a quello dei lingotti d'oro.
La risposta proposta da Scott Cornell, presidente di TAPA Americas, organizzazione dedicata agli standard di sicurezza della catena logistica, parte dalle procedure di affidamento dei trasporti. Cornell sostiene che questi schemi funzionino quando i conducenti non vengono verificati adeguatamente e invita le aziende a rallentare quanto serve per esaminare i precedenti degli autisti. Conoscere clienti e trasportatori torna quindi al centro della protezione delle spedizioni. Anche i legislatori stanno consultando i settori più colpiti e valutando come rafforzare la risposta federale ai furti collegati a organizzazioni estere.