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Anthropic deposita il prospetto per quotarsi al Nasdaq

Anthropic deposita il prospetto S-1 e punta al Nasdaq con il simbolo ANT. Nei documenti, conti, accordi miliardari per il calcolo e rischi per gli investitori.

26 ott 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Anthropic deposita il prospetto per quotarsi al Nasdaq
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Anthropic ha depositato presso la Securities and Exchange Commission il prospetto S-1 per la propria offerta pubblica iniziale. La società che sviluppa Claude punta a quotarsi sul Nasdaq con il simbolo ANT, preparandosi a precedere OpenAI nell’ingresso in Borsa. Dopo il deposito riservato effettuato a giugno, il documento pubblico di Anthropic rende accessibili i conti, gli impegni finanziari per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e i rischi indicati ai potenziali investitori.

Nel primo semestre la società ha registrato una perdita netta di 80,7 miliardi di dollari su ricavi pari a 16,3 miliardi. La maggior parte del risultato negativo deriva da oneri contabili legati a titoli emessi per finanziarsi. È una distinzione essenziale per leggere il bilancio: l’entità della perdita riflette soprattutto queste voci, mentre il prospetto descrive separatamente gli accordi con cui l’azienda si assicura la capacità di calcolo necessaria ad alimentare i propri sistemi.

Tra questi figura l’intesa con SpaceX per l’accesso a GPU NVIDIA, che prevede circa 3,1 miliardi di dollari al mese una volta resa disponibile tutta la capacità pianificata. Il valore complessivo può arrivare a 120,5 miliardi di dollari entro il 2029. La condizione sulla consegna della capacità accompagna quindi la cifra mensile: il documento collega quel livello di spesa alla piena disponibilità delle risorse previste dall’accordo.

Anthropic punta al Nasdaq con il simbolo ANT e rende pubblici i propri conti.

Gli altri impegni comprendono 44,9 miliardi di dollari con Microsoft fino al 2033, almeno 114,5 miliardi con Google nello stesso orizzonte e 110 miliardi con Amazon nei prossimi dieci anni. Sono accordi che distribuiscono su più fornitori l’accesso alle risorse di calcolo. Per gli investitori, queste cifre affiancano i risultati del semestre e descrivono la dimensione degli impegni assunti per sostenere l’attività negli anni successivi.

Nel prospetto, Anthropic presenta l’AI come una delle tecnologie più determinanti della storia umana. L’azienda sostiene che, se gestita bene, possa accelerare l’innovazione scientifica, aumentare fortemente i tassi di crescita economica e avvicinare cure per malattie gravi. Tra i benefici potenziali indica anche la soluzione di problemi che hanno resistito agli sforzi di generazioni. La formulazione lega esplicitamente queste possibilità alla gestione di una trasformazione tecnologica rapida e potente.

L’accordo con SpaceX può raggiungere 120,5 miliardi di dollari entro il 2029.

Agli investitori la società chiede di comprendere quattro aspetti: il potenziale dell’AI, i rischi da affrontare, il proprio modo di costruire e gestire l’impresa e le possibili differenze rispetto a un’azienda orientata esclusivamente alla massimizzazione del profitto. La prospettiva proposta a chi acquisterà le azioni comprende dunque anche il modo in cui Anthropic intende prendere decisioni. Nel documento, la ricerca dei benefici dell’intelligenza artificiale si accompagna all’obiettivo dichiarato di prevenire e gestire i rischi.

Il deposito rende pubblici anche i compensi dei vertici. Il cofondatore e amministratore delegato Dario Amodei ha ricevuto nel 2025 una remunerazione complessiva vicina a 18 milioni di dollari, costituita soprattutto da assegnazioni di azioni e opzioni. Sua sorella Daniela Amodei, cofondatrice, presidente e componente del consiglio di amministrazione, è stata la seconda dirigente più pagata, con 16,4 milioni di dollari nello stesso anno.

Anthropic avverte che i rischi catastrofici dell’AI potrebbero superare le capacità del settore assicurativo.

Tra i fattori di rischio Anthropic elenca lo sviluppo di forme di senzienza nei modelli, l’introduzione di imposte specifiche sull’AI e gli esiti sfavorevoli delle controversie sul copyright relative all’addestramento. La società segnala inoltre la possibilità di incidenti catastrofici legati all’intelligenza artificiale. Su questo fronte, avverte che probabilmente nessun singolo assicuratore, e potenzialmente neppure l’intero settore assicurativo nel suo insieme, sarebbe in grado di assumere un rischio di tale portata.

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