Google ha avviato il pre-training di Gemini 4, definito dall’amministratore delegato Sundar Pichai come il progetto di addestramento preliminare più ambizioso mai intrapreso dall’azienda. La conferma è arrivata durante la presentazione dei risultati trimestrali di Alphabet del 22 luglio 2026, delineando una strategia che punta a costruire un modello di base sensibilmente più grande e capace di competere alla frontiera dell’intelligenza artificiale.
L’annuncio si inserisce in un calendario meno lineare del previsto. Gemini 3.5 Pro, presentato in anteprima durante Google I/O e inizialmente destinato a una distribuzione generale a giugno, resta limitato ai test con alcuni partner. Google sta ancora lavorando su problemi legati all’affidabilità e alle prestazioni nella programmazione. Il giorno precedente alle dichiarazioni di Pichai, l’azienda aveva intanto aggiornato la famiglia Gemini concentrandosi sulle nuove versioni Flash.
Gemini 4 non viene quindi descritto come il semplice aggiornamento annuale di un modello esistente. L’obiettivo è farne una piattaforma di base sulla quale costruire rapidamente le evoluzioni successive. Pichai ha spiegato agli analisti che un vero salto nelle capacità richiede modelli fondamentali più grandi, addestrati pensando al livello che la frontiera tecnologica avrà al momento del lancio, anziché ai risultati raggiunti oggi dai concorrenti.
La strategia prevede anche un’accelerazione del ciclo di sviluppo. Rispondendo a una domanda di un analista di Barclays sulla frequenza delle uscite dei rivali, Pichai ha indicato l’intenzione di utilizzare Gemini 4 come fondamento per iterazioni più rapide, con l’obiettivo di avvicinarsi a una cadenza quasi mensile. Sarebbe un cambiamento significativo rispetto al ritmo più lento tradizionalmente seguito da Google per i suoi modelli di punta.
Il terreno sul quale l’azienda riconosce il ritardo più evidente è quello del coding agentico. Pichai ha indicato programmazione e agenti per lo sviluppo software come punti deboli, osservando che Google non dispone di un prodotto rivolto agli sviluppatori capace di generare la stessa quantità di dati d’uso raccolta da concorrenti come OpenAI e Anthropic attraverso i rispettivi strumenti di coding. Anche i benchmark interni relativi a programmazione complessa e ragionamento non avrebbero ancora raggiunto i livelli attesi.
Il prolungamento dei test di Gemini 3.5 Pro appare coerente con questa diagnosi. Le valutazioni condotte con i partner possono concentrarsi su affidabilità, coerenza, precisione del codice, sicurezza e capacità di ragionare su contesti estesi. Parallelamente, Gemini 3.6 Flash e Gemini 3.5 Flash-Lite mantengono visibile il ritmo delle uscite, offrendo opzioni più leggere e a minore latenza per applicazioni sensibili ai costi o caratterizzate da elevati volumi.
Google procede così su due binari: aggiorna pubblicamente i modelli Flash e mantiene il livello Pro in un ambiente controllato finché non sarà pronto per carichi di produzione più ampi. Per imprese e sviluppatori, le priorità dichiarate per le prossime generazioni comprendono uso degli strumenti, ragionamento, coding e agenti autonomi capaci di eseguire flussi di lavoro articolati. Restano però aperti due interrogativi: se Gemini 3.5 Pro arriverà sul mercato prima del successore e se la nuova frequenza di rilascio sarà effettivamente sostenibile. Google non ha comunicato la data di lancio, il numero di parametri, l’architettura o il prezzo di Gemini 4.