Fermi America ha affidato a Lee McIntire l’incarico di amministratore delegato, colmando un vuoto al vertice durato oltre tre mesi. La società, impegnata nello sviluppo di un grande campus energetico destinato all’intelligenza artificiale, aveva rimosso dal ruolo il cofondatore Toby Neugebauer. La nomina apre ora una fase concentrata sulla costruzione dell’infrastruttura e sulla capacità di rispettare tempi, costi e requisiti di sicurezza.
McIntire conosce già l’azienda dall’interno, essendo stato membro indipendente del consiglio di amministrazione durante il più recente periodo di crescita. Il nuovo CEO porta inoltre un’esperienza maturata alla guida di CH2M Hill e di TerraPower, la startup nucleare fondata da Bill Gates. Il profilo scelto combina quindi conoscenza della governance di Fermi e gestione di progetti industriali complessi, due elementi centrali per accompagnare l’azienda dalla pianificazione alla consegna degli impianti.
Fondata anche dall’ex segretario all’Energia degli Stati Uniti Rick Perry, Fermi sta sviluppando ad Amarillo, in Texas, Project Matador. Il progetto prevede un campus per l’intelligenza artificiale nel quale i data center saranno, a regime, alimentati da reattori nucleari. La strategia punta così a mettere nello stesso perimetro la produzione elettrica e le infrastrutture di calcolo, affrontando direttamente il fabbisogno energetico associato ai grandi carichi digitali.
La nomina è arrivata nella stessa settimana in cui Fermi ha annunciato il primo contratto di locazione vincolante per il campus. Il cliente è TensorWave, che rappresenta il primo impegno commerciale formalizzato per Project Matador. Le due notizie hanno offerto sostegno al titolo della giovane società: dall’annuncio del contratto, avvenuto lunedì, il valore delle azioni è salito di quasi il 23%. La reazione riflette l’attenzione degli investitori verso segnali concreti sia sul fronte della leadership sia su quello della domanda.
Il cambio di passo segue una fase aziendale turbolenta. Ad aprile Fermi aveva allontanato l’allora amministratore delegato Toby Neugebauer e il direttore finanziario Miles Everson. Il riassetto manageriale era stato presentato insieme ad altri programmi, compresa la creazione di una sede centrale a Dallas, sotto la definizione di Fermi 2.0. L’arrivo di McIntire completa quindi uno dei passaggi rimasti aperti dopo quella riorganizzazione.
Il presidente del consiglio di amministrazione Marius Haas ha descritto il prossimo capitolo di Fermi come una storia di costruzione e fornitura di energia. La priorità, ha spiegato, è realizzare il progetto nei tempi previsti, rispettando il budget e operando in sicurezza. McIntire è stato scelto anche per i suoi 40 anni di esperienza nella consegna di grandi progetti complessi e per una reputazione di integrità ritenuta essenziale nei rapporti con clienti, dipendenti, autorità di regolazione e comunità locali.
La fase che si apre sposta il baricentro dalla riorganizzazione societaria all’esecuzione. Il contratto con TensorWave fornisce a Fermi un primo cliente vincolante, mentre il nuovo CEO dovrà tradurre la scala annunciata in avanzamento dei lavori e disponibilità effettiva di energia. Per un’infrastruttura che combina nucleare e capacità di calcolo, la costruzione e consegna dell’energia diventano il banco di prova operativo, con una pluralità di interlocutori industriali e istituzionali da coordinare.
Project Matador resta dunque il centro della strategia: un campus nel quale reattori nucleari e data center dovranno convergere per sostenere carichi legati all’AI. La nomina di McIntire e il primo accordo commerciale danno a Fermi una leadership definita e un punto di partenza contrattuale. La traiettoria successiva dipenderà dalla capacità di trasformare questi segnali in infrastrutture costruite secondo programma, entro i costi previsti e con gli standard di sicurezza promessi.