Diciassette grandi banche statunitensi hanno avviato con The Clearing House un’iniziativa per creare una rete condivisa di depositi tokenizzati. Il progetto punta a consentire compensazione e regolamento tra gli istituti partecipanti direttamente su blockchain, mantenendo però le operazioni dentro i quadri normativi già applicati al sistema bancario. L’infrastruttura dovrebbe rendere disponibile il regolamento 24 ore su 24, sette giorni su sette, superando i vincoli temporali che ancora caratterizzano parte dei pagamenti tradizionali.
Il gruppo comprende Bank of America, BMO Financial Group, BNY e Citi, insieme a Citizens Financial Group, Fifth Third Bank, HSBC e Huntington National Bank. Partecipano inoltre JPMorgan, KeyBank, PNC Bank e Regions Bank, oltre a Santander, TD Bank US, Truist, US Bank e Wells Fargo. La composizione riunisce operatori nazionali e gruppi attivi in più giurisdizioni, creando una base bancaria ampia per sperimentare un’infrastruttura comune, inizialmente circoscritta al mercato statunitense.
L’architettura annunciata poggia su due componenti. La prima è un meccanismo di clearing e settlement on-chain per trasferire depositi tokenizzati tra le banche aderenti. La seconda è un livello di connessione tra le attività basate su blockchain e le reti già gestite da The Clearing House, fra cui RTP e CHIPS: la prima dedicata ai pagamenti in tempo reale, la seconda ai trasferimenti di elevato valore. Il progetto prova così a collegare nuovi registri distribuiti con infrastrutture bancarie operative, anziché costruire un circuito completamente separato.
La scelta dei depositi bancari tokenizzati definisce anche il perimetro regolamentare dell’iniziativa. A differenza delle stablecoin, normalmente emesse come passività di soggetti non bancari e sostenute da livelli variabili di tutela normativa, questi strumenti restano passività di una banca commerciale autorizzata. Conservano quindi la funzione di creazione del credito propria delle banche e rimangono inseriti nei sistemi esistenti di assicurazione dei depositi e vigilanza prudenziale. Il modello proposto trasferisce su blockchain la rappresentazione e la movimentazione del denaro bancario senza modificarne la natura giuridica di fondo.
David Watson, presidente e amministratore delegato di The Clearing House, ha spiegato che l’obiettivo è estendere agli ambienti on-chain sicurezza, resilienza e certezza del regolamento proprie delle reti di pagamento bancarie regolamentate. Shahmir Khaliq, responsabile Services di Citi, ha ricordato che la banca dispone già di servizi di deposito tokenizzato attivi su larga scala. La nuova iniziativa fornirebbe l’infrastruttura condivisa di compensazione necessaria a estendere questo modello al settore, includendo regolamento di contante e titoli su base continua.
Tra gli impieghi indicati figurano tesoreria programmabile e gestione della liquidità in tempo reale, pagamenti transfrontalieri e regolamento di asset digitali. Il progetto contempla anche applicazioni di agentic commerce, cioè flussi di pagamento automatizzati e attivati da agenti di intelligenza artificiale. Per le imprese, una rete bancaria sempre disponibile potrebbe integrare disponibilità liquide, istruzioni programmabili e regolamento all’interno dello stesso processo digitale. Restano però da definire elementi operativi decisivi: non sono stati comunicati una data di lancio del prodotto, un modello di prezzo o una soglia minima di partecipanti.
L’iniziativa si inserisce nel crescente interesse normativo statunitense per il denaro digitale. L’Office of the Comptroller of the Currency ha autorizzato l’impiego della tecnologia a registro distribuito nelle attività di pagamento delle banche nazionali, mentre il Congresso discute un quadro federale per le stablecoin. In Europa, la Banca centrale europea conduce esplorazioni sul regolamento degli asset tokenizzati e grandi banche partecipano alle sperimentazioni DLT dell’Eurosistema. Per la rete americana, i passaggi concreti saranno il primo regolamento interbancario e le eventuali autorizzazioni o indicazioni regolamentari che accompagneranno l’avvio operativo.