Canva entra più direttamente nella competizione con OpenAI, Microsoft e Google nella generazione di immagini. Il nuovo modello Canva Craft utilizza un’architettura in due fasi: prima pianifica il design, poi genera l’immagine. L’azienda attribuisce a questa sequenza una maggiore precisione, coerenza e possibilità di controllo. La progettazione della composizione diventa quindi un passaggio esplicito del processo, con l’obiettivo dichiarato di gestire meglio le richieste complesse, soprattutto quando testo e oggetti devono rispettare indicazioni precise.
Craft genera immagini con una risoluzione fino a 2K e supporta oltre 30 rapporti d’aspetto. Gli impieghi indicati comprendono post per i social media e contenuti di marketing, ma anche scene realistiche, arte digitale e immagini ambientali. Secondo Canva, il sistema in due fasi migliora la resa dei testi leggibili e il posizionamento degli oggetti. Per chi prepara materiali di comunicazione, sono due aspetti che incidono sulla possibilità di utilizzare concretamente una composizione generata.
Alla base dell’addestramento ci sono milioni di modelli grafici creati da persone, provenienti dalla libreria di contenuti della piattaforma. Canva cita materiali come post social, presentazioni, infografiche e menu: formati nei quali la disposizione delle informazioni è parte integrante del risultato. La scelta lega lo sviluppo del modello al patrimonio di design già presente nel servizio. Per le imprese che producono questi materiali, l’aspetto da osservare è la capacità di organizzare insieme immagini e informazioni.
Il lancio si inserisce in un’espansione delle funzioni AI che ad aprile aveva già portato nuovi strumenti di modifica tramite prompt. Queste capacità consentono di creare un design o cambiarlo descrivendo ciò che si desidera ottenere. Canva aveva inoltre introdotto i livelli nelle immagini generate dall’AI, per intervenire su una parte lasciando intatto il resto. Craft aggiunge a questo percorso un modello di generazione sviluppato internamente, affiancando la pianificazione iniziale agli strumenti già introdotti per modificare il risultato.
Un primo riscontro competitivo arriva da Design Arena, il benchmark basato sulle valutazioni della comunità per i design prodotti dall’intelligenza artificiale. Craft occupa il quarto posto nella classifica dei modelli di generazione di immagini. Davanti si trovano tre modelli di OpenAI: GPT-Image-2.5 Sunburst, GPT-Image-2.5 Flare e GPT-Image-2. Il piazzamento colloca il prodotto di Canva a confronto diretto con concorrenti specializzati nella stessa attività, oltre il perimetro delle funzioni disponibili nel suo editor.
Sul piano delle protezioni, Canva dichiara che Craft integra moderazione degli input e degli output, controlli per la privacy e la sicurezza e strumenti di segnalazione. Il presidio riguarda quindi sia ciò che viene chiesto al modello sia ciò che il sistema restituisce. Queste misure accompagnano l’introduzione della generazione di immagini negli stessi ambienti in cui gli utenti preparano presentazioni, materiali promozionali e contenuti destinati alla pubblicazione.
La roadmap comprende anche l’apertura agli agenti AI attraverso il Model Context Protocol, il protocollo aperto che l’azienda intende utilizzare per consentire loro di collegarsi a Craft. Il progetto estende così l’accesso al modello oltre l’interazione diretta nell’interfaccia di Canva. Sono previste inoltre le varianti Craft-fast e Craft-ultrafast, presentate come più efficienti: due ulteriori versioni con cui l’azienda punta ad ampliare la propria offerta di generazione di immagini.
Craft è già disponibile per tutti gli utenti a livello globale. Per provarlo, il percorso passa dal menu con i tre puntini nella barra laterale sinistra di Canva, selezionando poi Dream Lab. L’accesso porta il nuovo modello dentro la piattaforma già utilizzata per creare i design, rendendo la pianificazione in due fasi una funzione disponibile nel lavoro quotidiano sui contenuti.