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Bitget Wallet aggiunge azioni tokenizzate al cashback

Bitget Wallet amplia il cashback della carta con Bitcoin, oro e azioni tokenizzate: gli acquisti quotidiani diventano un meccanismo di accumulo frazionato.

07 set 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Bitget Wallet aggiunge azioni tokenizzate al cashback
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Bitget Wallet amplia le ricompense della propria carta con un meccanismo di cashback che combina Bitcoin, oro e azioni tokenizzate. La componente azionaria passa attraverso xStocks, l'infrastruttura di Payward per la tokenizzazione di asset del mondo reale. Tra gli strumenti disponibili al lancio figurano esposizioni a NVIDIA, Tesla e Alphabet, oltre a uno strumento che rappresenta un ETF sull'S&P 500. Il programma porta così nel circuito dei premi di pagamento asset diversi dal denaro e dai punti fedeltà.

La novità si inserisce nell'espansione delle carte legate alle criptovalute. Secondo i dati di settore citati dall'azienda nel proprio annuncio, il volume mensile dei pagamenti ha raggiunto 656 milioni di dollari a maggio 2026, contro i 271 milioni di maggio 2025, mentre il volume cumulato ha superato 7,8 miliardi. Per Bitget Wallet Card, l'azienda indica una spesa quasi triplicata nel primo semestre del 2026, con frequenza delle transazioni e importi medi che si avvicinano a quelli delle carte tradizionali.

Il programma, chiamato Assetback, cambia la destinazione del premio generato dagli acquisti. Invece di restare sotto forma di liquidità non investita, le ricompense alimentano piccole posizioni frazionate che si accumulano nel tempo. Il funzionamento incorpora nella spesa quotidiana una logica di dollar-cost averaging: acquisti ricorrenti di importo contenuto, distribuiti nel tempo. Nella presentazione dell'azienda, il confronto è con cashback monetario, miglia aeree e punti commerciali, il cui valore può essere eroso dall'inflazione, dalle scadenze o dalle difficoltà di utilizzo.

Il cashback della carta combina Bitcoin, oro e azioni tokenizzate in un unico meccanismo.

Alvin Kan, chief operating officer di Bitget Wallet, collega questa evoluzione alla disponibilità di infrastrutture che in passato mancavano. Secondo il manager, per quarant'anni i programmi delle carte hanno restituito denaro o punti perché distribuire ricompense diverse richiedeva strumenti tecnici non ancora disponibili. La sua tesi commerciale è che oggi questa barriera sia stata superata. Il passaggio riguarda quindi anche la capacità di distribuire asset attraverso operazioni piccole e frequenti, con le esigenze di regolamento e custodia proprie della spesa al dettaglio.

Il cashback in criptovalute ha già precedenti: Crypto.com e Coinbase Card hanno offerto ricompense in Bitcoin o stablecoin in diverse giurisdizioni. Meno comune è riunire nello stesso meccanismo Bitcoin, oro e azioni tokenizzate. È su questa combinazione che Bitget Wallet cerca di differenziare il prodotto. L'offerta affianca strumenti differenti e trasferisce nel programma di ricompense l'accesso frazionato ad asset che, nel caso delle azioni statunitensi, richiedono normalmente un percorso distinto dal semplice utilizzo di una carta.

Le ricompense degli acquisti quotidiani alimentano piccole posizioni frazionate nel tempo.

Resta aperto il tema della classificazione regolamentare. Bitget Wallet descrive la funzione come un meccanismo di cashback, anziché come un servizio di investimento, ma la presenza della componente azionaria porta il prodotto sul terreno degli strumenti finanziari regolamentati. Per un operatore attivo in oltre 50 mercati, la distinzione si confronta con quadri di vigilanza differenti. La forma della ricompensa e la natura dell'asset distribuito diventano quindi elementi centrali per valutare gli obblighi applicabili all'offerta.

Un'altra prospettiva riguarda l'accesso ai mercati. In ampie aree dell'America Latina, del Sud-est asiatico e dell'Africa, investire in azioni statunitensi resta costoso o soggetto a restrizioni strutturali. Ricevere un'esposizione frazionata all'S&P 500 attraverso i premi di pagamento, senza dover aprire un conto presso un intermediario di borsa, può rimuovere alcuni ostacoli iniziali. La semplificazione del percorso lascia però aperte le questioni dell'informativa sull'adeguatezza e degli standard di protezione nei mercati dove questi presidi sono ancora in evoluzione.

L'accesso frazionato alle azioni apre nuove possibilità e interrogativi sulla protezione degli utenti.

La proposta avvicina così due momenti normalmente separati: il pagamento e l'accumulo di asset. Per l'utente, la ricompensa assume una natura diversa dai punti da spendere presso un esercente; per l'operatore, il programma richiede infrastrutture capaci di gestire distribuzioni frazionate su larga scala. La prospettiva di una maggiore accessibilità si accompagna alla necessità di rendere comprensibile ciò che viene ricevuto e di definire le relative tutele degli utenti.

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