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Autori ed editori si contendono i risarcimenti di Anthropic

L’accordo da 1,5 miliardi di dollari di Anthropic apre una disputa sui pagamenti: gli autori contestano le quote richieste da editori e agenti letterari.

07 set 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Autori ed editori si contendono i risarcimenti di Anthropic
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Alcuni autori in attesa dei risarcimenti previsti dall’accordo sul copyright di Anthropic hanno ricevuto un messaggio inatteso: qualcun altro aveva presentato una richiesta sui loro pagamenti. La transazione vale 1,5 miliardi di dollari e riguarda quasi 500.000 titoli, con un pagamento di 3.000 dollari per ogni opera piratata. A generare le contestazioni è la ripartizione delle somme: diversi scrittori segnalano richieste di editori che, a loro giudizio, non hanno più diritti sui libri interessati oppure pretendono una quota superiore a quella prevista.

La società ha raggiunto l’accordo nel 2025, dopo una decisione giudiziaria che distingueva due aspetti della controversia: l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale su materiale protetto, ritenuto lecito secondo la dottrina del fair use, e l’acquisizione pirata di quel materiale, che non lo era. L’intesa ha ricevuto l’approvazione definitiva a luglio, consentendo di procedere con i pagamenti. La controversia si sposta così dall’impiego delle opere nell’addestramento alla determinazione di chi abbia diritto a incassare il risarcimento.

Le regole prevedono una divisione 50-50 tra autore ed editore quando il libro è ancora in commercio presso un editore tradizionale. Per un’opera autopubblicata, invece, l’intera somma spetta all’autore. Lo stesso vale quando l’editore ha restituito i diritti lasciando andare il titolo fuori catalogo, ma con un vincolo temporale preciso: per chiedere il 100%, la restituzione dei diritti deve essere avvenuta prima del 10 agosto 2022, identificato nell’accordo come data del download. La situazione contrattuale attuale, quindi, da sola non basta a stabilire la quota.

L’accordo da 1,5 miliardi di dollari apre una disputa sulla ripartizione dei risarcimenti.

Tra le contestazioni pubbliche c’è quella della scrittrice di gialli e thriller April Henry, che ha accusato HarperCollins di aver rivendicato una quota relativa a un suo libro i cui diritti le sarebbero tornati almeno 17 anni prima. La segnalazione rientra in una delle due categorie di reclami raccolte da Victoria Strauss sul blog Writers Beware: richieste per opere sulle quali gli editori non avrebbero più un titolo legittimo e richieste dell’intero pagamento quando spetterebbe soltanto la metà.

Victoria Strauss invita tuttavia alla cautela nell’attribuire intenzioni scorrette agli editori: una gestione imprecisa dei registri potrebbe spiegare gli errori. Alcuni editori, aggiunge, hanno già riconosciuto uno sbaglio e chiesto ad Anthropic di correggerlo. Anche Mary Rasenberger, amministratrice delegata dell’Authors Guild, respinge l’interpretazione di un tentativo deliberato di sottrarre denaro agli autori. La sua lettura combina due problemi: una documentazione gestita male e una procedura di risarcimento confusa.

La data di restituzione dei diritti può determinare chi riceverà l’intero pagamento.

Questa spiegazione non elimina però i dubbi sulla portata delle anomalie. Strauss riconosce che i reclami ricevuti offrono una visione soltanto parziale, ma osserva che il numero insolitamente elevato di segnalazioni raccolte nell’arco di due giorni e la ripetizione degli stessi errori suggeriscono un problema più diffuso e sistemico. Resta una valutazione basata sulle testimonianze raccolte, senza una quantificazione complessiva dei pagamenti contestati. Per gli editori, la precisione dei registri sui diritti entra direttamente nella gestione delle somme da distribuire.

Alle richieste degli editori si aggiungono quelle di alcune agenzie letterarie. Strauss riferisce di aver ricevuto reclami anche su questo fronte e sottolinea che gli agenti non sono titolari dei diritti sui libri che vendono. La scrittrice Courtney Milan ha espresso su Bluesky una netta opposizione ai tentativi degli agenti di ottenere percentuali sui risarcimenti. Si apre dunque un ulteriore punto di attrito nella distribuzione del denaro, oltre alla divisione tra autore ed editore.

Alcune agenzie letterarie rivendicano quote dei risarcimenti, incontrando l’opposizione degli autori.

Milan e l’Authors Guild hanno condiviso indicazioni per contestare l’assegnazione delle quote. Per gli autori, ricostruire quando siano tornati in possesso dei diritti diventa un passaggio decisivo: la soglia del 10 agosto 2022 può determinare l’accesso all’intero pagamento. L’approvazione dell’accordo ha consentito di avviare i risarcimenti, ma la loro distribuzione richiede ora di confrontare le richieste con la storia contrattuale delle singole opere.

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