Apple Pay e Google Pay sono arrivati in Uzbekistan, ampliando l’accesso ai pagamenti digitali attraverso le piattaforme internazionali. Il debutto segue le modifiche legislative introdotte a marzo 2026, che hanno allentato alcuni vincoli sui dati personali e favorito l’integrazione dei due servizi con il sistema bancario locale. Per i consumatori con carte idonee emesse nel Paese si apre così un’ulteriore possibilità di scelta al momento del pagamento, mentre le banche estendono il collegamento con gli ecosistemi tecnologici globali.
La revisione normativa riguarda il trattamento e la conservazione dei dati: alcune categorie di informazioni personali possono ora essere gestite anche fuori dai confini nazionali con restrizioni meno rigide. Il percorso ha incluso colloqui tra alti funzionari uzbeki e Google sulle condizioni necessarie per operare nel mercato. Saida Mirziyoyeva, capo dell’amministrazione presidenziale, ha dichiarato che i cambiamenti normativi stanno creando opportunità più ampie per l’utilizzo dei sistemi di pagamento internazionali in Uzbekistan.
I nuovi servizi entrano in un mercato dove i pagamenti digitali sono già presenti. Le soluzioni domestiche HUMO Pay e UZCARD PAY offrono funzionalità di pagamento, affiancate da opzioni basate su codici QR. L’arrivo dei wallet di Apple e Google amplia quindi l’offerta disponibile per gli utenti, aggiungendo due grandi piattaforme mobili internazionali a un panorama che comprende già operatori nazionali. La concorrenza si estende alla scelta degli strumenti con cui utilizzare le carte locali.
Nella fase iniziale, Apple Pay supporta carte Visa e Mastercard emesse da diverse banche e istituzioni finanziarie uzbeke. Tra queste figurano la National Bank of Uzbekistan, Kapitalbank, TBC Bank e Ipak Yuli Bank. Il collegamento passa dunque attraverso gli emittenti locali e i circuiti internazionali già indicati per il servizio. Per i clienti interessati, la disponibilità dipende dall’idoneità della carta e dal supporto offerto dall’istituto che l’ha emessa, all’interno del perimetro previsto dal lancio.
Anche Google Pay ha debuttato con il sostegno di più banche domestiche. Per gli istituti, l’ingresso delle due piattaforme aumenta la pressione a supportare gli ecosistemi dei wallet internazionali, continuando contemporaneamente a sviluppare le capacità di pagamento nazionali. L’offerta bancaria si articola così su entrambi i fronti: l’accesso ai servizi globali e l’evoluzione delle soluzioni locali, in un mercato in cui i consumatori dispongono di una scelta più ampia al momento di pagare.
La Banca centrale sta lavorando per estendere il supporto dei wallet alle carte emesse attraverso i circuiti nazionali Uzcard e HUMO, ma non è stato ancora confermato un calendario. Questo passaggio riguarda una componente distinta dell’infrastruttura domestica rispetto alle carte dei circuiti internazionali già supportate da Apple Pay. L’integrazione dei circuiti uzbeki rappresenta quindi un ulteriore fronte di lavoro per collegare le piattaforme mobili al sistema dei pagamenti del Paese.
Il debutto rientra nella Strategia nazionale fintech 2026–2030, approvata a settembre. Il programma prevede misure per incoraggiare gli investimenti e ampliare i pagamenti transfrontalieri, inserendo l’apertura ai fornitori tecnologici internazionali in un percorso più esteso di modernizzazione finanziaria. L’arrivo dei wallet si colloca dentro questa agenda: l’obiettivo comprende una connessione più stretta tra l’Uzbekistan e la finanza digitale globale, oltre all’ampliamento degli strumenti disponibili per le transazioni quotidiane.
La strategia include inoltre l’introduzione dell’open banking e il miglioramento dell’interoperabilità tra i sistemi finanziari. Sono ambiti che spostano il lavoro sull’architettura dei servizi e sulla capacità delle diverse infrastrutture di dialogare. Per le banche, il percorso affianca al supporto dei nuovi wallet lo sviluppo delle capacità domestiche e delle connessioni internazionali. L’agenda fintech del Paese lega così l’evoluzione dei pagamenti a una maggiore integrazione del sistema finanziario.