News Agenti AI: nasce l'elenco telefonico basato su DNS
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29/05/2026

DNS-AID sfrutta il Domain Name System per risolvere la frammentazione nella comunicazione tra agenti AI, puntando a superare i silos proprietari nei sistemi multi-agente.

Agenti AI: nasce l'elenco telefonico basato su DNS

Il settore dell'intelligenza artificiale affronta oggi uno dei suoi nodi infrastrutturali più concreti: come fanno gli agenti AI a trovarsi e comunicare tra loro? La risposta arriva da DNS-AID (DNS for AI Discovery), un progetto open source presentato sotto l'egida della Linux Foundation, sviluppato originariamente da Infoblox, che punta a risolvere il problema della scoperta tra agenti sfruttando il Domain Name System, l'infrastruttura che regge internet da decenni.

Il tema non è banale. L'architettura attuale dei sistemi multi-agente — in cui modelli di linguaggio e agenti autonomi collaborano su compiti complessi — soffre di una frammentazione profonda: le configurazioni sono spesso hard-coded, rigide, soggette a rotture. Ogni piattaforma ha sviluppato soluzioni proprietarie, creando di fatto barriere tecnologiche che replicano, sul piano dell'AI, gli stessi silos che hanno frenato l'interoperabilità nel software tradizionale.

Ingmar Van Glabbeek, project maintainer di DNS-AID, ha dichiarato che "gli approcci attuali alla connettività tra agenti sono frammentati e spesso dipendono da configurazioni fragili e hard-coded", sottolineando come il progetto miri a un modello "web-native per l'AI", capace di sfruttare la stessa affidabilità che il DNS offre per la navigazione internet da oltre quarant'anni.

By utilizing the existing DNS hierarchy, we enable developers to publish and discover agents with the same reliability and ubiquity that we've used to navigate the internet for decades.

Sul piano tecnico, DNS-AID utilizza i record SVCB (Service Binding) — con TXT come fallback — e supporta opzionalmente le estensioni DNSSEC e i record DANE TLSA per l'autenticazione. Il sistema consente agli agenti di essere cercati per nome, funzione e dominio, senza necessità di un'entità intermediaria o di infrastrutture aggiuntive. È compatibile con i protocolli MCP, A2A e HTTPS, nonché con qualsiasi servizio indirizzabile via SVCB e ALPN.

La governance affidata alla Linux Foundation — notoriamente vendor-neutral — è un segnale strategico preciso: evitare che un singolo operatore commerciale controlli il registro degli agenti, trasformandolo in un collo di bottiglia competitivo. Tra i provider DNS che già offrono supporto figurano AWS Route 53, Azure DNS, Cloudflare, Google Cloud DNS, Infoblox NIOS e NS1, oltre a qualsiasi servizio compatibile con lo standard RFC 2136.

The Internet already solved the discovery problem decades ago with DNS – it's fast, it scales globally, and every network on earth understands it.

Dane Knecht, CTO di Cloudflare, ha inquadrato il progetto come "il layer di routing fondamentale di cui i sistemi autonomi hanno bisogno per operare in modo sicuro ed efficiente". Una lettura che tradisce anche l'interesse commerciale di Cloudflare, già posizionata come infrastruttura critica per la gestione del traffico DNS globale.

A sostenere l'urgenza di standard condivisi c'è anche una proiezione di McKinsey, secondo cui il commercio tra agenti AI potrebbe rappresentare un'opportunità economica compresa tra 3.000 e 5.000 miliardi di dollari. Va ricordato, tuttavia, che la stessa McKinsey negli anni Ottanta aveva stimato le dimensioni del mercato mobile al 2000 con un errore di circa cento volte: un precedente che invita a trattare le previsioni sui mercati emergenti con la dovuta cautela analitica.

McKinsey's 1980s prediction about the size of the mobile phone market in 2000 was off by about 100x.

DNS-AID è già disponibile con un SDK Python e un ambiente di test locale basato su Docker con BIND9. Il setup richiede la pubblicazione di un record SVCB nella zona DNS del proprio dominio e la firma con DNSSEC. La semplicità dichiarata dell'implementazione — avviabile con un singolo comando — è un elemento chiave per l'adozione da parte degli sviluppatori.

Rimane aperta la questione più profonda: se la scoperta tra agenti diventa infrastruttura condivisa, chi stabilirà le regole sull'accesso, sulla responsabilità e sulla sicurezza delle interazioni autonome? Il modello di governance open source risponde alla neutralità tecnologica, ma non necessariamente alle implicazioni regolatorie che l'AI Act europeo inizia già a delineare per i sistemi agentici ad alto rischio.

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