Adobe amplia il raggio d’azione di Project Indigo, l’app fotografica sperimentale introdotta lo scorso anno, integrando un insieme di strumenti basati sull’intelligenza artificiale generativa. Il progetto, nato con un’attenzione particolare alla fotografia da smartphone e a una resa naturale simile a quella delle fotocamere reflex, entra così in una nuova fase. Il Nextcam Team dell’azienda punta a esplorare come l’AI possa assistere i fotografi mobili direttamente nel momento dello scatto.
Il nuovo ambiente si chiama AI Playground e viene distribuito inizialmente in modo molto limitato. Adobe lo offre gratuitamente soltanto a una piccola percentuale degli utenti e per un periodo di poche settimane. La sperimentazione servirà a misurare la risposta del pubblico: se le funzioni avranno successo, il gruppo potrà prolungarne la disponibilità oppure aprire l’accesso a una platea più ampia. L’azienda ha però chiarito che il servizio non potrà rimanere gratuito per sempre e che, in caso di forte interesse, arriverà infine una versione a pagamento.
L’impostazione iniziale riunisce quattro aree: Object Editing, Styles, Photo Guidance e Custom Edit. Ogni sezione consente di richiamare l’assistenza dell’AI attraverso pulsanti, controlli o istruzioni testuali. Adobe sceglie quindi un’interfaccia ibrida: alcune operazioni sono predefinite e immediatamente accessibili, mentre altre lasciano all’utente maggiore libertà nel descrivere la trasformazione desiderata.
Con Object Editing, Project Indigo può eliminare elementi di disturbo come persone, automobili o cartelli presenti nell’inquadratura. La stessa area permette di sfocare lo sfondo per simulare una profondità di campo più ridotta. Sono interventi che spostano parte del lavoro normalmente successivo allo scatto dentro l’app fotografica, rendendo la correzione della scena una componente integrata dell’esperienza di acquisizione.
La sezione Styles interviene invece sull’estetica complessiva dell’immagine. Attraverso comandi come pen and ink oppure ink line with color wash, una fotografia può essere trasformata radicalmente fino ad assumere l’aspetto di un disegno o di un dipinto. L’app non si limita dunque a correggere dettagli: propone anche reinterpretazioni visive che possono allontanare il risultato dalla resa fotografica originaria.
Con Photo Guidance, l’intelligenza artificiale assume un ruolo più vicino a quello di un assistente alla composizione. La funzione analizza una fotografia, formula una valutazione e offre suggerimenti prima dello scatto successivo. Il feedback immediato introduce un meccanismo di apprendimento direttamente sul dispositivo: l’utente può osservare la critica proposta dall’app e provare a modificare il modo in cui costruisce l’immagine seguente.
Custom Edit offre il livello di controllo più aperto, perché consente di intervenire tramite prompt testuali. Nell’esempio mostrato dal progetto, la fotografia di una lanterna viene trasformata collocando il soggetto sul bordo di una montagna, con la luce solare proveniente dalla destra dell’inquadratura. Per alimentare AI Playground, il Nextcam Team utilizza attualmente Nano Banana di Google, pur lasciando aperta la possibilità di adottare modelli differenti in futuro.
L’esperimento mette insieme tre momenti finora distinti: preparazione dello scatto, valutazione del risultato e trasformazione generativa. Questa estensione può però modificare l’identità iniziale di Project Indigo, orientata a un aspetto naturale simile a quello di una reflex. La disponibilità circoscritta permetterà ad Adobe di capire quali strumenti trovino davvero spazio nell’uso quotidiano e se l’interesse degli utenti possa sostenere una futura offerta a pagamento.