L'intelligenza artificiale sta accelerando la fine della lettera di presentazione nel mercato del lavoro globale: grandi multinazionali come McKinsey, Google, Amazon, Cisco e Boston Consulting Group hanno già eliminato o reso facoltativo questo strumento di selezione, mentre il dilagare di testi generati da algoritmi sta svuotando di significato uno dei pilastri tradizionali del processo di recruitment, con effetti diretti sulle strategie di talent acquisition a livello internazionale.
Il fenomeno non è marginale. Il mercato del lavoro qualificato — in particolare nei settori tech, consulting e finanza — sta attraversando una transizione strutturale nelle modalità di valutazione dei candidati. Quando strumenti come ChatGPT permettono di produrre in pochi minuti lettere personalizzate, corredate di riferimenti specifici ai lavori accademici di un professore o alle iniziative strategiche di un'azienda, il segnale informativo che quel documento doveva trasmettere collassa. Il costo marginale della personalizzazione è diventato quasi zero, e con esso il valore discriminante dello strumento.
La dinamica è stata documentata direttamente da Judd Kessler, professore alla Wharton School of Business e titolare della cattedra Howard Marks endowed, che negli ultimi quindici anni ha selezionato quattro o cinque assistenti di ricerca tra circa cinquanta candidature annue. Nell'ultimo anno, le domande sono cresciute del 20% e la qualità apparente delle lettere è uniformemente aumentata — il che, paradossalmente, ha reso la selezione più difficile, non più semplice.
Il ritiro dalla lettera di presentazione da parte delle grandi organizzazioni non è però un fenomeno recente innescato dall'AI generativa: BCG ha smesso di richiedere cover letter in Nord America quasi un decennio fa, secondo quanto dichiarato da Brian Myerholtz, global head of talent acquisition del gruppo. La ragione originaria era puramente operativa: con l'aumento esponenziale delle candidature, la revisione sistematica di quei documenti era diventata impraticabile per i recruiter. L'AI ha semplicemente accelerato una tendenza già in atto.
Marie Christine Padberg, partner e co-responsabile globale del talent attraction di McKinsey, è ancora più diretta: la società ha eliminato il requisito della lettera di presentazione anni fa. Cisco, attraverso il vicepresidente per il talent acquisition globale Scott McGuckin, conferma la stessa scelta, orientando i candidati verso sezioni "obiettivo" o "sommario" nei curriculum vitae. Google e Amazon si sono mosse nella stessa direzione da almeno cinque anni.
Il vuoto lasciato dalla lettera di presentazione viene colmato da strumenti alternativi di valutazione. LinkedIn ha avviato partnership con piattaforme come Descript e Lovable per certificare competenze verificabili direttamente sul profilo degli utenti. BCG ricorre sempre più a test comportamentali e casi online. Aziende tech valutano repository GitHub, portfolio di progetti personali e assessment tecnici in tempo reale. Zapier guarda a speaking engagement e competenze dimostrate, non dichiarate. Il paradigma si sposta dal racconto all'evidenza.
Amit Kumar, managing partner di Wipro, sottolinea come il contatto diretto con i candidati — anche nelle fasi iniziali del processo — sia diventato un fattore critico per valutare qualità difficilmente misurabili su carta, come l'agilità di apprendimento e la capacità di giudizio. Un approccio che richiede però risorse umane dedicate, e che rischia di avvantaggiare chi ha accesso a reti professionali consolidate rispetto a chi si affida esclusivamente ai canali formali di candidatura.
Resta aperta una questione di fondo che va oltre la semplice obsolescenza di un formato: se gli strumenti tradizionali di selezione cedono al peso dell'automazione e quelli emergenti privilegiano reti di relazioni, portfolio digitali e assessment strutturati, chi rimane escluso da questo nuovo ecosistema? La democratizzazione promessa dall'AI nel mercato del lavoro potrebbe rivelarsi, nei fatti, un ulteriore filtro che favorisce chi dispone già di capitale sociale e visibilità professionale.