Tecnologia

ABB vuole automatizzare i magazzini con un muletto da 2 tonnellate

ABB Robotics amplia la gamma AMR con Flexley Stack F712, muletto autonomo per magazzini che solleva fino a 2.000 kg e usa Visual SLAM.

08 lug 2026 4 min lettura A cura di Redazione
ABB vuole automatizzare i magazzini con un muletto da 2 tonnellate
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Nei magazzini e nei centri di distribuzione, l’automazione sta diventando una risposta sempre più concreta a due pressioni parallele: aumentare l’efficienza operativa e compensare la carenza di manodopera. In questo scenario, ABB Robotics ha ampliato il proprio portafoglio di robot mobili autonomi con il lancio di Flexley Stack F712, un muletto AMR progettato per affiancare le attività di movimentazione interna insieme ai robot tug e mover già presenti nella gamma dell’azienda.

Il dato che sintetizza la proposta è la capacità di movimentare carichi fino a 2.000 kg, con un’altezza di sollevamento che arriva a 8,5 metri. Il nuovo F712 è pensato per gestire tipologie e formati diversi, inclusi pallet aperti e chiusi, container e rack. È quindi un sistema destinato a operazioni in cui la flessibilità non riguarda soltanto il percorso, ma anche il tipo di merce e il contesto produttivo in cui il robot deve inserirsi.

Marc Segura, presidente di ABB Robotics, ha inquadrato il lancio dentro una trasformazione più ampia dell’intralogistica: le imprese devono processare volumi maggiori in meno tempo, mentre le risorse disponibili diventano più limitate. La pressione, ha spiegato, riguarda la capacità di muovere merci più rapidamente e con maggiore adattabilità, in un momento in cui la disponibilità di personale è un vincolo critico. Il F712 nasce dentro il percorso dell’azienda verso una robotica più autonoma e versatile, con una combinazione di visione avanzata, mobilità e intelligenza.

Il nuovo AMR solleva fino a 2.000 kg senza infrastrutture fisse.

Il nuovo muletto entra nella famiglia Flexley accanto a Flexley Tug e Flexley Mover, completando un portafoglio AMR basato su Visual SLAM. Le applicazioni indicate coprono attività tipiche dell’intralogistica, come stoccaggio e prelievo in magazzino, alimentazione di linea, gestione di fine linea e processi in ambito automotive e industriale, inclusi body shop, press shop, drive-in e buffer leggeri. La logica è quella di una flotta mobile capace di coprire più fasi, non di un singolo robot isolato.

Uno degli elementi tecnici centrali è proprio l’uso di Visual SLAM per mappare e navigare l’ambiente. A differenza dei muletti AMR convenzionali che richiedono infrastrutture preinstallate, come marker o riflettori, il F712 elimina questa dipendenza e può orientarsi in spazi complessi e dinamici. La componente abilitata dall’AI supporta le decisioni autonome richieste nelle operazioni di magazzino, con una precisione posizionale dichiarata di ±10 mm.

Visual SLAM porta precisione e adattabilità nei magazzini dinamici.

L’integrazione con AMR Studio aggiunge un ulteriore livello operativo. La suite software no-code, basata su interfacce drag-and-drop, consente setup rapido, coordinamento della flotta, gestione del traffico e visualizzazione in tempo reale. ABB indica anche una riduzione dei tempi di commissioning fino al 20%, elemento che pesa soprattutto negli ambienti in cui layout di magazzino e linee produttive cambiano e richiedono riconfigurazioni frequenti.

Il F712 è inoltre compatibile con VDA5050, caratteristica che facilita l’integrazione con gli altri AMR Visual SLAM di ABB e con sistemi esistenti all’interno di un progetto unificato. Per le aziende, questo significa poter gestire tug, mover e forklift nello stesso layout, con una base software comune e una prospettiva di automazione scalabile. Il robot è certificato secondo i più recenti standard di sicurezza ISO e ANSI e può operare, da carico, fino a 1,7 m/s.

Tug, mover e forklift possono operare nello stesso layout coordinato.

Il lancio di Flexley Stack F712 mostra come l’automazione mobile stia passando da soluzioni puntuali a piattaforme coordinate per la movimentazione interna. La combinazione tra carichi elevati, navigazione senza infrastruttura fissa, software no-code e compatibilità di flotta risponde a un’esigenza molto concreta: rendere più rapidi e adattabili i flussi logistici in impianti dove tempi, spazi e personale sono sempre più sotto pressione.

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