TeraWulf accelera la propria trasformazione verso le infrastrutture per l’intelligenza artificiale con un accordo di locazione ventennale firmato con Anthropic. L’intesa riguarda capacità dedicata all’AI nel campus Justified Data di Hawesville, in Kentucky, e dovrebbe generare circa 19 miliardi di dollari di ricavi contrattuali lungo la durata iniziale del contratto.
Il dato economico dà la misura dell’operazione, ma il punto industriale è altrettanto netto: TeraWulf sta spostando il baricentro della propria strategia sui data center ad alta intensità energetica e computazionale, pensati per sostenere carichi AI su larga scala. L’azienda ha indicato che il campus supporterà circa 401 megawatt di carico IT critico, con uno sviluppo articolato in più fasi.
La prima capacità operativa è attesa nella seconda metà del 2027, mentre il raggiungimento della piena capacità è previsto all’inizio del 2028. Per TeraWulf, il contratto dovrebbe essere sostenuto da un credito investment-grade, elemento che rafforza la visibilità dei flussi futuri in un mercato in cui energia, disponibilità di siti e tempi di costruzione sono diventati fattori competitivi centrali.
L’accordo arriva dopo l’acquisizione del campus Justified Data, completata all’inizio dell’anno. TeraWulf aveva comunicato agli investitori l’obiettivo di ottenere un impegno significativo da parte di un cliente verso la fine del secondo trimestre del 2026. La firma con Anthropic si inserisce quindi in una traiettoria già dichiarata: acquisire siti, sviluppare infrastrutture critiche e legare la capacità a clienti AI con impegni di lungo periodo.
Il presidente e amministratore delegato Paul Prager ha collegato la tempistica dell’annuncio al completamento della documentazione finale e delle consuete procedure di transazione. Nella lettura del management, il modello punta sul possesso e sulla gestione diretta delle infrastrutture, su relazioni dirette con i clienti e sul controllo dell’evoluzione dei campus nel tempo, con l’obiettivo di generare flussi di cassa duraturi e rendimenti interessanti per gli azionisti.
In parallelo, TeraWulf ha deciso di uscire dalla joint venture di Abernathy, in Texas, vendendo la propria quota del 50,1% a un gruppo di investitori guidato da Fluidstack, partner della stessa joint venture e fornitore di infrastrutture cloud per l’AI. La joint venture era stata costituita nel 2025 per sviluppare un campus data center destinato all’intelligenza artificiale con 168 megawatt di carico IT critico.
Dopo la chiusura dell’operazione, Fluidstack continuerà a guidare il progetto texano. TeraWulf ha spiegato che la vendita consente di monetizzare un investimento di circa 450 milioni di dollari, con un premio rispetto al capitale investito. Le risorse ottenute dovrebbero essere reimpiegate in iniziative in cui l’azienda mantiene proprietà diretta, rapporto con il cliente e controllo operativo.
Le due mosse delineano una strategia integrata sull’intero ciclo dell’infrastruttura AI: sviluppare campus, assicurarsi clienti a lungo termine, monetizzare investimenti maturi e reinvestire il capitale in nuova crescita. Per il mercato enterprise, il segnale è chiaro: la capacità computazionale dedicata all’intelligenza artificiale non è più solo una questione tecnologica, ma una partita di disponibilità energetica, contratti pluriennali e controllo degli asset fisici che rendono possibile l’adozione su larga scala.