ABAX ha lanciato ABAX Vision AI, una soluzione di video telematica intelligente progettata per aiutare le flotte a gestire i complessi requisiti dello UK GDPR. Il sistema abbandona la logica della registrazione continua sul cloud a favore di un modello mirato: i filmati in alta definizione vengono caricati e archiviati in modo sicuro soltanto quando si verificano specifici eventi legati alla sicurezza. L’obiettivo dichiarato è conciliare la tutela fisica dei conducenti con gli obblighi legali dell’impresa.
L’installazione di una telecamera a bordo rende infatti l’azienda un data controller, secondo ABAX, con responsabilità formali sul trattamento delle immagini raccolte. Le flotte devono quindi condurre una Legitimate Interests Assessment e, nei casi di trattamento ad alto rischio come l’impiego di telecamere rivolte verso il conducente, una Data Protection Impact Assessment obbligatoria. Anche la collocazione fisica dei dispositivi entra nel perimetro della conformità: una telecamera posizionata o calibrata male può riprendere aree estranee all’attività lavorativa.
Per ridurre questo rischio e accelerare le implementazioni, ABAX offre l’installazione professionale gratuita dell’hardware in tutto il Regno Unito per i contratti che soddisfano i requisiti dell’iniziativa. La configurazione sul veicolo diventa così parte integrante del modello privacy-by-design, anziché un semplice passaggio tecnico lasciato alla singola flotta. La soluzione è stata sviluppata per allinearsi alle indicazioni dell’Information Commissioner’s Office, l’autorità britannica competente in materia di protezione dei dati.
L’architettura prevede inoltre che la registrazione audio, considerata particolarmente invasiva, sia disattivata per impostazione predefinita. Le flotte possono abilitarla in relazione a determinati eventi soltanto quando esiste un’esigenza di sicurezza documentata e proporzionata. La combinazione tra assenza di sorveglianza cloud continua e attivazione selettiva punta a limitare la raccolta ai dati effettivamente necessari, offrendo alle aziende strumenti configurabili in base alle proprie politiche interne e alle valutazioni preventive richieste.
Quando vengono utilizzate telecamere a doppia visuale per individuare comportamenti rischiosi, come la stanchezza del conducente o l’uso del telefono cellulare, l’analisi delle caratteristiche visive sensibili avviene localmente sul processore del dispositivo. Questa elaborazione edge-native evita che profili biometrici grezzi siano conservati nel cloud, riducendo i rischi normativi connessi al trattamento dei dati biometrici sensibili previsto dall’Articolo 9 dello UK GDPR. L’intelligenza artificiale opera quindi vicino alla sorgente del dato, senza trasformare ogni rilevazione in un archivio remoto permanente.
ABAX Vision AI riunisce le prove video con dati telemetrici, profili dei conducenti e percorsi all’interno di un’unica piattaforma ABAX protetta. L’integrazione intende eliminare le vulnerabilità associate alle applicazioni dash cam autonome di terze parti e alle schede SD locali, costruendo un audit trail sicuro e accessibile soltanto agli utenti autorizzati. Per le imprese, la gestione unificata può rendere più controllabili sia la catena di custodia delle immagini sia l’applicazione delle regole aziendali sull’accesso ai dati.
Jack Bell, senior technical project manager di ABAX, ha osservato che la video telematica tradizionale offre dati operativi utili, ma può generare forti timori legati alla sorveglianza dei conducenti. Il successo di un’implementazione, ha spiegato, dipende dalla conformità GDPR, da politiche aziendali trasparenti e dalla fiducia di chi guida. Con l’elaborazione sul dispositivo e l’attivazione rigorosamente legata agli eventi, ABAX presenta la propria dash cam AI come uno strumento destinato a supportare il conducente, anziché a osservarlo in modo continuo.