Una comunicazione sulle restrizioni di trasporto rimasta fuori dalla vista di un addetto avrebbe portato una spedizione di componenti dell'F-35 a transitare da Hong Kong, dove sarebbe stata intercettata dalla Cina. Il carico viaggiava dall'Australia verso San Francisco per un'ispezione: la scelta del percorso sarebbe stata presa da un dipendente UPS per accelerare la consegna. Dietro la deviazione, inizialmente giudicata inspiegabile, emergerebbe quindi un errore nella gestione delle istruzioni di spedizione.
Il materiale apparteneva a caccia della Royal Australian Air Force e comprendeva una copertura dell'abitacolo e un portello del vano armamenti. La sensibilità del carico dipendeva anche dal rivestimento radar-assorbente applicato ai componenti, che contribuisce alle capacità stealth del velivolo. La composizione di quel materiale poteva rappresentare un segreto persino più delicato dei pezzi stessi: l'interesse tecnologico della spedizione andava quindi oltre la possibilità di utilizzare direttamente le parti su un aereo.
Per il trasporto di questo tipo di equipaggiamento valgono le International Traffic in Arms Regulations, conosciute come ITAR, che impongono di evitare determinati Paesi e territori. Hong Kong, regione amministrativa speciale della Cina, rientra tra le destinazioni escluse. Il vincolo riguardava dunque anche il transito, non soltanto il luogo di consegna finale: una spedizione diretta negli Stati Uniti doveva seguire un itinerario compatibile con le restrizioni lungo il tragitto.
Le indicazioni sul carico erano state trasmesse via email da DSV, operatore specializzato nel trasporto internazionale di merci pesanti, a UPS. Il messaggio specificava che la copertura dell'abitacolo e il portello dovevano essere spediti rispettando le regole ITAR. La comunicazione conteneva quindi un'istruzione operativa precisa, riferita ai due componenti militari, che avrebbe dovuto guidare la selezione del percorso da parte dell'operatore incaricato di far proseguire il carico.
Secondo persone informate sulla vicenda, rimaste anonime, l'email potrebbe essere stata inviata attraverso un sistema informatico diverso da quello utilizzato dall'addetto UPS. Il lavoratore non avrebbe così visto l'avviso. È il passaggio che collega la gestione digitale delle informazioni alla decisione logistica: l'istruzione era stata inviata, ma non sarebbe arrivata all'attenzione della persona chiamata a scegliere il transito. La criticità descritta riguarda la comunicazione tra i due operatori coinvolti nel trasporto.
La spedizione aveva inoltre lasciato l'Australia in ritardo. Per recuperare tempo, l'addetto avrebbe scelto il passaggio attraverso il territorio cinese, invece di instradare il carico attraverso la Corea del Sud o Taiwan, oppure entrambe. L'accelerazione della consegna sarebbe stata quindi il criterio alla base della deviazione. Una scelta ordinaria nella gestione dei tempi di trasporto avrebbe finito per determinare un percorso incompatibile con le restrizioni applicabili a quei componenti.
Il caso ha coinvolto il Pentagono e Lockheed Martin, mentre DSV e UPS non hanno fornito commenti quando interpellate. Il Pentagono ha cercato di ridimensionare l'accaduto, descrivendo il materiale disperso come componenti dell'F-35 non utilizzabili. Questa valutazione sposta l'attenzione sulla loro condizione operativa, ma nella vicenda resta centrale il contenuto tecnologico del rivestimento. Nel testo disponibile non risultano successive ammissioni cinesi sul possesso dei pezzi né indicazioni sull'intenzione di restituirli.
Una lettura più severa è arrivata da un rappresentante del Government Accountability Office, organismo apartitico statunitense, che ha giudicato la perdita significativa e prospettato una reazione di entusiasmo tra i gruppi cinesi impegnati nel reverse engineering. Il rischio richiamato è la possibilità di studiare la tecnologia attraverso i componenti acquisiti. Per le imprese che gestiscono carichi sensibili, la vicenda porta al centro della gestione logistica il passaggio delle istruzioni tra sistemi informatici, operatori e persone responsabili delle decisioni.